Le forze dell’ordine felsinee hanno smantellato una batteria di topi d’appartamento ritenuta responsabile di una lunga e prolifica scia di colpi messi a segno in città. Nei giorni scorsi, gli agenti della Polizia di Stato di Bologna hanno infatti eseguito due misure cautelari che dispongono gli arresti domiciliari a carico di altrettanti individui di nazionalità georgiana.
L’operazione di polizia giudiziaria scaturisce da una complessa attività investigativa legata a ben diciotto incursioni in abitazioni private, tutte consumate nel corso dei primi mesi dell’anno 2025. Dalle indagini condotte dagli inquirenti è emerso uno schema criminale ben collaudato, applicato e ripetuto sistematicamente dalla compagine in ogni singolo raid domestico. Le dinamiche ricostruite illustrano una chiara divisione dei ruoli: mentre un componente del sodalizio stazionava all’esterno dell’edificio con il compito di fare da palo e monitorare la situazione, gli altri due complici si occupavano dell’intrusione vera e propria. I malviventi riuscivano puntualmente a varcare la soglia degli appartamenti passando per la porta d’ingresso principale, adoperando tecniche specializzate che non lasciavano alcun minimo segno visibile di effrazione o forzatura.
Una volta garantito l’accesso agli immobili, i ladri facevano razzia di tutto ciò che avesse un facile e rapido smercio. L’inventario dei beni sottratti alle ignare vittime nel corso della striscia criminale comprende somme di denaro in contanti, gioielli e monili preziosi, oltre a svariato materiale tecnologico e numerosi capi d’abbigliamento di marca.
Per chiudere definitivamente il cerchio investigativo manca tuttavia all’appello un terzo membro della banda. Anche quest’ultimo soggetto, connazionale dei due individui fermati, è destinatario di un provvedimento restrittivo, emesso in questo caso con la disposizione della custodia cautelare in carcere. Attualmente l’uomo si è reso irreperibile sul territorio e risulta attivamente ricercato dalle pattuglie, che continuano a lavorare per assicurarlo al più presto alla giustizia.












