Un servizio televisivo ha acceso i riflettori su una realtà inquietante nella provincia di Brescia, portando alla luce posizioni controverse in merito ai matrimoni precoci. L’inchiesta, condotta dalla trasmissione “Fuori dal Coro”, ha documentato le dichiarazioni di un imam locale che, credendo di non essere ripreso, avrebbe avallato la possibilità religiosa di contrarre matrimonio con bambine di appena nove anni.
La vicenda nasce dall’iniziativa di un giornalista che, fingendo interesse verso una conversione e facendosi accompagnare da un complice madrelingua arabo, si è introdotto in una delle moschee del territorio. In questo contesto riservato, lontano dagli occhi indiscreti, sono emerse affermazioni che contrastano nettamente con l’ordinamento italiano. Secondo quanto raccolto dalle telecamere nascoste, per i rappresentanti della comunità interpellati, l’età adulta femminile coinciderebbe con il primo ciclo mestruale, rendendo di fatto una bambina idonea alle nozze già a nove o dieci anni.
Il religioso e i suoi interlocutori hanno spiegato che, in base alla loro interpretazione dei testi sacri, il matrimonio renderebbe la donna “proprietà” del marito e sarebbe consentito anche con uomini molto più grandi, trentenni o quarantenni. L’imam ha specificato che l’unico vero ostacolo a tali unioni sarebbe rappresentato dalle leggi dello Stato italiano che bloccano queste pratiche, ma che dal punto di vista religioso, se vi fosse il consenso dei genitori di entrambi gli sposi, l’unione sarebbe perfettamente legittima.
Tuttavia, l’atteggiamento della guida spirituale è radicalmente mutato nel momento del confronto pubblico. Quando il giornalista si è palesato con le telecamere accese chiedendo conto di quelle affermazioni, l’imam ha negato quanto detto in precedenza, sostenendo frettolosamente prima di allontanarsi che il Corano non permetterebbe matrimoni a nove anni.











