Cronaca. Casalecchio, partite posticipate per il Ramadan: ok della Figc

Una bella pagina di inclusione sportiva e sociale arriva dalla provincia felsinea. La società calcistica dilettantistica Real Casalecchio ha infatti richiesto e ottenuto dai vertici della Figc il permesso formale di posticipare l’orario di inizio delle partite della propria formazione Juniores, in modo da conciliare gli impegni agonistici con i dettami del Ramadan.

Come riportato oggi dalla stampa locale, a partire dallo scorso sabato e fino al prossimo diciannove del mese, il fischio d’inizio degli incontri ufficiali slitterà dalle ore 17:15 alle 18:30. Questo spostamento temporale di un’ora e un quarto si è reso strettamente necessario per permettere a quattro atleti di fede musulmana, attualmente presenti all’interno della rosa, di superare l’orario del calar del sole. In questo modo i ragazzi avranno la possibilità di interrompere il digiuno e nutrirsi adeguatamente prima di affrontare lo sforzo fisico in campo.

L’iniziativa è stata accolta con totale serenità dall’intero ambiente, senza sollevare alcun tipo di obiezione o polemica interna. L’allenatore della squadra, Gianni Gandolfi, ha spiegato come la pratica sportiva rappresenti per questi giovani un veicolo fondamentale per l’integrazione e per l’educazione al rispetto delle regole comuni. Il tecnico ha inoltre elogiato l’atteggiamento del gruppo, capace di fare un passo concreto verso le esigenze specifiche dei compagni, rimarcando come all’interno dello spogliatoio viga il massimo rispetto reciproco per le tradizioni e le culture di tutti.

A supportare con grande convinzione la scelta è stata anche la presidentessa del club sportivo, Francesca Bertacchi. La massima dirigente ha raccontato di aver immediatamente appoggiato la proposta avanzata dal responsabile del settore giovanile, trovando in seguito grande comprensione e collaborazione istituzionale da parte della federazione calcistica. I vertici della società hanno infine evidenziato come, in un tessuto sociale ormai profondamente multietnico, sia un preciso dovere garantire a chiunque la possibilità di giocare tutelando al contempo la salute dei ragazzi, a prescindere dal loro specifico credo religioso.