Alcuni manager di Google Italy e Google Ireland sono indagati dalla Procura di Milano per ricettazione oltre che diffamazione aggravata sul caso delle chat di Alfonso Signorini pubblicate da Fabrizio Corona durante il suo format ‘Falsissimo’ su YouTube. Secondo quanto si apprende la procuratrice aggiunta Letizia Mannella e il pm Alessandro Gobbis hanno avviato il secondo filone d’inchiesta sulla querela sporta dai legali di Signorini, Domenico Aiello e Daniela Missaglia, dopo le “ripetute richieste” al “Web Hosting” di rimozione dei “contenuti diffamatori” della “corrispondenza personale” e dei “documenti” che Corona avrebbe ottenuto in “maniera illecita” riguardanti il direttore di Chi e conduttore autosospeso del Grande Fratello. L’iscrizione sul registro degli indagati sarebbe un atto dovuto da parte della Procura che ora deve svolgere le indagini per capire se le chat di Signorini siano state effettivamente acquisite in modo illecito e se il colosso di internet di Mountain View, una volta venuto a conoscenza della provenienza attraverso le diffide dei legali, avrebbe dovuto rimuoverle dal web.
Pm al lavoro su vari filoni
Le società Google Italy e Google Ireland non sono indagate perché l’ipotesi di ricettazione, come quella di diffamazione in concorso, non è prevista come reato dalla legge 231 per cui scatta la responsabilità amministrativa degli enti. Sempre la Procura di Milano in queste settimane è impegnata nel fare chiarezza su tutti i filoni del ‘caso Signorini’ che ha generato una serie di querele incrociate. Il giornalista di Mediaset e del Gruppo Mondadori è indagato per violenza sessuale ed estorsione su denuncia dell’ex concorrente del Grande Fratello, Antonio Medugno, per i presunti ricatti sessuali per partecipare alla trasmissione. Corona è indagato per revenge porn e diffamazione aggravata per la pubblicazione delle chat a sfondo erotico di Signorini e per le affermazioni rese a ‘Falsissimo’ su vari esponenti del mondo Mediaset, così risponde di revenge porn l’ex manager di Medugno, Alessandro Piscopo, che questa mattina interrogato si è avvalso della facoltà di non rispondere. I legali di Signorini e Mediaset, Domenico Aiello e Salvatore Pino, hanno anche chiesto nei giorni scorsi alla Direzione distrettuale antimafia di Milano di attivare i propri poteri per chiedere una misura di prevenzione contro Corona che gli impedisca l’utilizzo di social network e dispositivi informatici per portare avanti la campagna che ritengono diffamatoria. Il dossier è stato assegnato ad altri 2 pm della Dda.
L’ ex manager di Medugno interrogato, non risponde ai pm
Alessandro Piscopo, ex manager di Antonio Medugno, si è avvalso della facoltà di non rispondere questa mattina in Procura a Milano dove era stato convocato dal pm Alessandro Gobbis e l’aggiunto Letizia Mannella che indagano nei diversi filoni del ‘caso Signorini‘. L’ex agente del partecipante al Grande Fratello che ha denunciato il direttore Chi per violenza sessuale ed estorsione è a sua volta indagato per revenge porn in concorso con Fabrizio Corona per la pubblicazione di chat e fotografie di Signorini sul format ‘Falsissimo’ durante le puntate delle scorse settimane intitolate ‘Il prezzo del successo’. Sarebbe stato infatti Piscopo a consegnare all’ex agente dei vip le chat di oltre 5 anni fa e, secondo il racconto di Medugno fornito pubblicamente, sarebbe stato sempre lui a suggeriti come rispondere a Signorini durante le fasi di selezione dei partecipanti al reality show.
LaPresse











