Questa mattina, poco dopo le sette, una forte scossa di terremoto di magnitudo 4.5 ha svegliato bruscamente gran parte della Sicilia orientale. L’evento sismico, chiaramente avvertito dalla popolazione in ben tre province, ha portato alla chiusura precauzionale degli istituti scolastici in diversi comuni e ha provocato alcuni cedimenti strutturali nella zona epicentrale.
I sismografi dell’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno localizzato l’origine del movimento tellurico a soli quattro chilometri di profondità. L’epicentro è stato individuato alle pendici del vulcano, precisamente a nord-ovest del territorio di Ragalna. L’onda d’urto si è propagata con notevole intensità, venendo percepita in modo netto non solo nel capoluogo etneo e nei paesi limitrofi come Biancavilla e Santa Maria di Licodia, ma spingendosi fino ad Augusta e coinvolgendo anche i territori di Messina e Siracusa.
Proprio a Ragalna si registrano le conseguenze materiali più rilevanti. Il sindaco del borgo etneo, Antonio Caruso, ha confermato la presenza di danni a carico di edifici privati e strutture di pubblica utilità, assicurando tuttavia che non vi sono persone coinvolte o ferite. L’amministrazione locale ha immediatamente attivato il Centro di coordinamento comunale per gestire le operazioni, mentre tecnici del municipio e squadre dei vigili del fuoco stanno conducendo accurati sopralluoghi di stabilità.
A scopo preventivo, il primo cittadino di Catania Enrico Trantino ha disposto per la giornata di oggi lo stop alle lezioni in tutta la città, una misura mirata a permettere ispezioni all’interno dei plessi. Una decisione identica è stata adottata anche da numerosi altri municipi della provincia. Nelle fasi immediatamente successive al tremore, i centralini dei pompieri sono stati tempestati di chiamate da parte di cittadini spaventati, le quali si sono rivelate esclusivamente richieste di rassicurazioni e non domande di soccorso.
Nel frattempo, l’intero apparato di sicurezza si è mobilitato. Il dirigente generale della Protezione civile siciliana, Salvatore Cocina, ha ordinato un monitoraggio telefonico a tappeto per intercettare eventuali criticità nei vari centri abitati. Parallelamente, anche la sala situazione del dipartimento nazionale ha preso contatti diretti con le sedi operative locali per seguire da vicino l’evolversi degli accertamenti.













