Cronaca. Cattolica, crisi nel tessile: a rischio ottanta posti di lavoro

Il settore dell’abbigliamento romagnolo trema ancora. Entro il prossimo mese di dicembre, le storiche aziende tessili AesseProjects di Cattolica e Fuzzi di San Giovanni in Marignano potrebbero abbassare definitivamente le serrande, mettendo a repentaglio il futuro occupazionale di ottanta dipendenti in un colpo solo.

Le due realtà produttive, riconducibili alla medesima proprietà, rappresentano un nodo cruciale nella manifattura dei capispalla e del fashion di alto livello. Il loro tracollo andrebbe ad aggravare una situazione territoriale già pesantemente compromessa dalle recenti difficoltà del gruppo Aeffe. I numeri delineano un quadro allarmante: dai centocinquanta lavoratori impiegati nei periodi di massimo splendore, l’organico complessivo si è progressivamente ridotto agli attuali ottanta addetti. Soltanto di recente, quaranta maestranze hanno dovuto abbandonare il proprio impiego a causa di una flessione economica innescata alla fine del 2023 e precipitata drammaticamente nel corso dello scorso anno.

Le mosse per evitare il fallimento

Per tentare di arginare la grave emergenza, i vertici aziendali hanno inoltrato con carattere d’urgenza la richiesta per l’ottenimento della Cassa Integrazione Straordinaria. Parallelamente, è stata depositata un’istanza per accedere al concordato preventivo in bianco, procedura su cui il tribunale competente sarà chiamato a pronunciarsi il prossimo 7 maggio. Un eventuale via libera da parte dei giudici consentirebbe alla proprietà di beneficiare di un lasso di tempo certo per tentare di strutturare un piano di risanamento finanziario credibile e sostenibile.

L’accettazione del concordato delineerebbe inoltre uno scenario ben preciso per i creditori: coloro che vantano un diritto di prelazione vedrebbero aperte le porte per un recupero totale delle somme spettanti, mentre per tutti gli altri creditori le possibilità di ottenere rimborsi superiori a percentuali minime appaiono allo stato attuale altamente improbabili.

Un’eventuale cessazione delle attività cancellerebbe un pezzo importante del comparto manifatturiero locale. AesseProjects ha infatti preso vita nel gennaio del 2000 per mano di Antonio Screpis, professionista formatosi lavorando ai modelli di griffe mondiali del calibro di Versace, Hermès, Jean Paul Gaultier e Gianfranco Ferré. Oltre a operare per conto dei grandi nomi del lusso garantendo standard di altissimo livello tecnico, l’impresa ha sviluppato nel tempo due linee esclusive: il marchio femminile di alta gamma Antonio Croce Milano e la firma dedicata all’abbigliamento maschile Breco’s 1975.