Cronaca. Cervia, uccise turista con la ruspa: Gnoli lascia il carcere per i domiciliari

Una svolta cautelare nel caso che la scorsa estate ha sconvolto la riviera romagnola. Lerry Gnoli, il cinquantaquattrenne operatore balneare accusato di aver travolto e ucciso con una ruspa la turista sessantaseienne Elisa Spadavecchia, ha lasciato ieri il carcere di Ravenna dopo nove mesi di detenzione. Il Tribunale, accogliendo l’istanza presentata dai legali dell’uomo, ha disposto la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari e il braccialetto elettronico.

immagine tratta dal servizio tv di Teleromagna

Il processo in corso

Il cinquantaquattrenne, indagato per omicidio stradale aggravato, potrà dunque attendere le prossime fasi del procedimento presso la propria abitazione, pur restando sotto stretta sorveglianza e con il divieto di allontanarsi. La sciagura avvenuta sulla spiaggia di Pinarella di Cervia risale al 24 maggio 2025 e lo scorso 13 marzo, a quasi dieci mesi di distanza, è partito il dibattimento al Tribunale di Ravenna, con Gnoli accusato di omicidio colposo e violazioni in materia di lavoro.

Difeso dagli avvocati Vittorio Manes di Forlì e Carlo Benini di Ravenna, Gnoli era presente in aula la scorsa settimana davanti al giudice monocratico Piervittorio Farinella. I suoi legali in quell’occasione avevano rinnovato l’istanza di scarcerazione per il cinquantaquattrenne, detenuto dallo scorso giugno, chiedendo la conversione della misura cautelare.

Le parti civili e i responsabili civili

Si è costituito parte civile nel processo il Comune di Cervia, tutelato dagli avvocati Rinaldi e Petroncini, per il presunto danno di immagine provocato dalla tragedia. Il marito della vittima, anch’egli parte civile, è rappresentato dall’avvocato Mattei, che avrebbe chiesto e ottenuto il coinvolgimento nel processo in qualità di responsabili civili di Consar e Unipol. Gnoli infatti quel giorno stava lavorando sull’arenile per conto di Consar, mentre Unipol sarebbe chiamata in causa relativamente all’assicurazione obbligatoria per le macchine operatrici. La prossima udienza del processo è attesa per il 30 aprile.

La seconda indagine sul figlio

Parallelamente è aperta anche un’altra indagine relativa alla morte di Elisa Spadavecchia, che vede indagato il figlio di Gnoli, difeso dall’avvocato Marco Martines, risultato titolare della ditta di movimentazione di terra e sabbia per la quale lavorava il padre. Un secondo filone dove non si esclude il futuro coinvolgimento di ulteriori responsabilità da indagare.

La tragedia e i precedenti

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, il cinquantaquattrenne avrebbe effettuato una retromarcia con la ruspa schiacciando la turista vicentina. Gli accertamenti dei Ris dei Carabinieri hanno rilevato tracce di cocaina sul mezzo guidato il giorno del dramma. Gnoli aveva ammesso di fare uso di cocaina, riferendosi però a tempi non recenti, ma gli esami del sangue effettuati dopo la tragedia avrebbero stabilito che si trovasse alla guida sotto l’effetto della droga.

Nei giorni successivi erano emersi diversi precedenti. Gnoli era alla guida con la patente revocata dopo la condanna a due anni e sei mesi per l’omicidio stradale avvenuto nel marzo 2022, quando a bordo di un furgone travolse e uccise un pedone di 83 anni appena uscito dalla chiesa di Santo Stefano di Pisignano. Anche in quell’occasione era risultato positivo alla cocaina. A fine 2019 era stato inoltre arrestato a Vecchiazzano con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e trovato in possesso di quattro ovuli di cocaina.