Cronaca. Concessioni balneari, svolta in autunno: il 2026 segna la fine di un’epoca per la Riviera

 

Il lungo e incerto capitolo riguardante la gestione delle spiagge italiane sembra aver finalmente trovato un orizzonte temporale definitivo. Per la prima volta, i protagonisti del settore indicano la fine del 2026 come il termine ultimo di un sistema rimasto sospeso per anni sotto l’influenza della direttiva Bolkestein. Secondo quanto delineato dai vertici sindacali e dalle amministrazioni locali, il percorso verso le nuove assegnazioni è ormai tracciato: le procedure di gara dovrebbero prendere ufficialmente il via tra i mesi di ottobre e novembre prossimi, con l’obiettivo di rendere operative le nuove gestioni entro l’estate del 2027.

Il primo passo concreto di questa trasformazione avverrà tra pochi giorni, precisamente tra il 10 e l’11 aprile 2026, quando verrà presentato a Roma il bando tipo presso la sede del Ministero per le Infrastrutture. Simone Battistoni, presidente del Sib Confcommercio Emilia-Romagna, chiarisce che questo documento fungerà da matrice nazionale, su cui Regioni e Comuni interverranno successivamente per declinare i bandi in base alle specifiche esigenze dei singoli territori. L’intenzione è quella di creare una struttura armonica in tutto il Paese, permettendo agli enti locali di gestire il passaggio di consegne in modo ordinato.

Nonostante la definizione delle tempistiche, il tema degli indennizzi rimane un punto critico e fonte di incertezza. Il calcolo dei rimborsi dovrebbe basarsi sul valore residuo non ammortizzato degli investimenti effettuati, ma l’applicazione pratica appare complessa. Valentina Ridolfi, assessora al demanio del Comune di Rimini, osserva come i concessionari stiano ormai maturando la consapevolezza dell’ineluttabilità delle gare, supportata dalla legge 118 del 2022 che sancisce la scadenza delle attuali licenze. Tuttavia, Battistoni mette in guardia sui rischi per la qualità del servizio nell’immediato: operare con l’incertezza del rinnovo frena gli investimenti necessari per la stagione alle porte, poiché ogni miglioria rischierebbe di trasformarsi in una spesa a fondo perduto nel caso di un cambio al vertice nel 2027.

La città di Rimini si prepara a fungere da laboratorio per l’intera costa romagnola. Subito dopo queste festività pasquali, l’amministrazione pubblicherà un bando sperimentale dedicato alle zone di ombreggio, un test cruciale prima della riforma globale. La complessità della sfida è accentuata dalla varietà delle concessioni lungo il litorale: se a Cesenatico bar e ristoranti sono accorpati agli stabilimenti, nel Riminese le licenze sono frazionate e molto più numerose. Per gestire questa transizione, l’assessora Ridolfi ha confermato che Rimini opererà in stretta sinergia con i comuni limitrofi, da Bellaria a Cattolica, cercando una linea comune per quello che si preannuncia come il cambiamento più radicale nella storia del turismo balneare adriatico.