Cronaca. Crans-Montana, Mantovano: “Italia si costituirà parte civile nel procedimento in Svizzera”

Tra i molti documenti sequestrati dalla polizia del Canton Vallese per l’incendio di Capodanno al bar Le Constellation di Crans-Montana, forse manca il più importante: non si trova quello con la documentazione amministrativa del 2015 sulla ristrutturazione del locale in cui sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite. Prosegue la vicenda giudiziaria: per i due proprietari, coniugi, sono scattate misure diverse. Jacques Moretti è nel carcere di Sion, in attesa che si definisca l’importo per la cauzione, per Jessica Maric c’è l’obbligo di firma e il divieto di espatrio. Si è poi aperto il capitolo dei risarcimenti. Il primo passo lo ha fatto sempre il Canton Vallese, deliberando un primo aiuto di emergenza di 10mila franchi per le famiglie coinvolte. Le stesse che, almeno per la parte italiana, hanno incontrato oggi, 15 gennaio, Papa Leone XIV, e poi i rappresentanti del governo a Palazzo Chigi. “L’Avvocatura generale dello Stato si sta attivando per costituirsi come parte civile nel procedimento in Svizzera. Chiederemo di fare lo stesso alla Commissione Ue. Intendiamo proporre alle nazioni europee con vittime una sorta di coordinamento per affiancare l’autorità giudiziaria elvetica”, ha detto il sottosegretario Mantovano.

Le carte sparite

Tra i molti punti da chiarire, come detto, c’è soprattutto la ristrutturazione di quell’ex bunker antiatomico di 250 metri quadri, interamente interrati. Moretti rilevò e ristrutturò il locale nel 2015. Ma delle fatture e della documentazione tecnica di quegli anni non c’è più traccia. Moretti ha parlato con gli inquirenti di una sfortunata concatenazione di eventi. Prima un allagamento della sinagoga confinante con il disco-bar, poi un secondo allagamento, a casa Moretti: “Tre mesi fa – ha spiegato – una seconda inondazione ha colpito l’ufficio della nostra abitazione dove avevamo depositato gli archivi rimanenti. In quell’occasione, abbiamo gettato diversi scatoloni di documenti contabili danneggiati”.

L’interrogatorio di Moretti

Moretti, che non era presente nel momento dell’incendio ma che è arrivato al Constellation dopo essere stato chiamato al telefono da Maric, durante il suo interrogatorio ha disegnato a mano la planimetria del piano interrato, dove è partito tutto: la scala di ingresso che immette nel salone centrale, i servizi igienici per uomini e donne con accesso per persone disabili, una stanza per fumatori, un ripostiglio, un ufficio e vari box, tipo privé. In totale 250 metri quadri per una capienza massima di 100 persone. “Ci sono due uscite di sicurezza, una nell’interrato che porta nella tromba delle scale della palazzina e una a piano terra dove la porta principale è indicata anche come uscita di sicurezza”, ha spiegato. Poi c’è una “porta di servizio che dà accesso alle gallerie commerciali, ma non è indicata come uscita di sicurezza”. Di quest’ultima dirà nello stesso interrogatorio: “L’abbiamo scoperta chiusa e bloccata, con altre due persone l’abbiamo forzata e ha finito per cedere aprendosi all’esterno…ci siamo imbattuti in 5 o 6 persone inanimate, a terra, ammassate dietro la porta”.

Le famiglie delle vittime in Vaticano. Papa Leone XIV: “Le mie parole impotenti”

Sono sei in tutto le vittime italiane: il 16enne bolognese Giovanni Tamburi, il 16enne milanese Achille Barosi, il quasi 17enne genovese Emanuele Galeppini, la 16enne milanese Chiara Costanzo, la 15enne italosvizzera Sofia Prosperi e il 16enne romano Riccardo Minghetti. Le loro famiglie sono state accolte dal Pontefice. “Una delle persone a voi più care, più amate, ha perso la vita in una catastrofe di estrema violenza, oppure si trova ricoverata in ospedale per un lungo periodo, con il corpo sfigurato dalle conseguenze di un terribile incendio che ha colpito l’immaginario di tutto il mondo”, ha detto il Papa. Citando le sofferenze subite da Gesù ha aggiunto: “Siate certi della sua vicinanza e della sua tenerezza e “siate certi della sua preghiera e della mia preghiera personale”. E poi ancora: “Cosa dire in una circostanza simile? Quale senso dare a tali eventi? Dove trovare una consolazione all’altezza di ciò che provate, un conforto che non sia costituito da parole vane e superficiali, ma che tocchi nel profondo e ravvivi la speranza? Non posso spiegarvi, cari fratelli e sorelle, perché sia stato chiesto a voi e ai vostri cari di affrontare una tale prova. L’affetto e le parole umane di compassione che vi rivolgo oggi sembrano molto limitate e impotenti. D’altra parte, il Successore di Pietro che siete venuti a incontrare oggi ve lo afferma con forza e convinzione: la vostra speranza non è vana, perché Cristo è veramente risorto!”.

Avvocatura Stato: “Famiglie non sono sole”

Dopo il Papa, le famiglie si sono spostate a Palazzo Chigi, accolte dal sottosegretario Alfredo Mantovano, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, l’Avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli. Proprio Sandulli ha commentato la decisione dell’Italia di costituirsi parte civile nel procedimento elvetico come un segnale per dire alle famiglie “di non essere sole”.

Sky tg24