Un vero e proprio negozio virtuale per l’acquisto di stupefacenti, con tanto di recensioni degli utenti e un centro logistico di primaria importanza radicato a Fano. È l’infrastruttura illecita smantellata ieri dalle forze dell’ordine, che hanno eseguito dodici misure cautelari nei confronti di un’organizzazione criminale mista, composta da cittadini albanesi, marocchini e italiani, capace di inondare di droga la provincia di Pesaro-Urbino e l’intero territorio regionale. Otto indagati sono finiti in carcere, mentre per quattro sono stati disposti gli arresti domiciliari.
Lo shop virtuale e le recensioni
L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona con il supporto decisivo della Squadra Mobile di Pesaro, ha scoperchiato un sistema di spaccio tecnologicamente avanzato. Il gruppo, battezzato “La sacra famiglia”, utilizzava le app di messaggistica come vetrina commerciale. L’accesso era severamente filtrato: per poter acquistare, i clienti dovevano inviare una copia del documento d’identità, il link al proprio profilo social e un selfie di riconoscimento. Ottenuto il via libera, era possibile ordinare marijuana, hashish o cocaina. Le consegne avvenivano in punti di ritrovo prestabiliti o direttamente a domicilio, un servizio che vedeva nel Fanese uno degli snodi più attivi. A transazione conclusa, gli acquirenti potevano valutare l’operato dei corrieri e la qualità della merce lasciando una recensione telematica.
I vertici e i volumi del traffico
Gli investigatori ritengono che la rete avesse raggiunto un regime di quasi monopolio nelle Marche, movimentando fino a duecento chili di derivati della canapa e quaranta chili di cocaina ogni mese. A gestire l’intero apparato con logiche aziendali era un ventottenne italiano, soprannominato “Padre”, incaricato di curare i contatti con i fornitori in Spagna, nel Sud Italia e a Roma. Sotto la sua guida operavano tre connazionali con mansioni contabili e organizzative, seguiti da una batteria di magazzinieri e corrieri. Questi ultimi arrivavano a completare fino a dieci consegne giornaliere partendo dalle basi operative di Fano, Grottammare e Sant’Elpidio a Mare.
Armi e metodi brutali
Le misure cautelari di ieri rappresentano il culmine di un’operazione che, grazie anche all’impiego di agenti sotto copertura, aveva già portato all’arresto di tredici persone e al sequestro di due pistole, cinque chili di cocaina e oltre due quintali di hashish. Il sodalizio non esitava a ricorrere alla violenza per mantenere il proprio predominio: le carte dell’inchiesta documentano il piano del leader per punire un presunto traditore e l’episodio di un uomo che, per sfuggire a una ritorsione nata da un affare sfumato, è stato costretto a lanciarsi da un veicolo in corsa lungo l’autostrada.











