Cronaca. Femminicidio Anguillara, nuovi accertamenti nella villetta e su auto Carlomagno. Il figlio di 10 anni affidato ai nonni materni e al sindaco

Nuovi accertamenti tecnici sull’auto e nella villetta dove vivevano Federica Torzullo e Claudio Carlomagno ad Anguillara Sabazia. Sul posto, oltre i vari legali e gli esperti della squadra rilievi tecnico scientifici del nucleo investigativo di Ostia, si è recato anche il procuratore di Civitavecchia Alberto Liguori.

Figlio sarà affidato a nonni materni e sindaco

Secondo apprende l’Adnkronos, quando si è da poco conclusa l’udienza al tribunale per i Minorenni di Roma, per il figlio di 10 anni di Federica Torzullo e Claudio Carlomagno sarà confermato l’affidamento ai nonni materni, con il sindaco di Anguillara Sabazia come tutore.

L’arma del delitto ancora non si trova

Ancora non si trova il coltello bilama che Carlomagno avrebbe utilizzato per uccidere sua moglie la mattina del 9 gennaio e che lo stesso avrebbe gettato lungo la statale braccianese in zona Osteria Nuova, come lui stesso aveva ammesso nell’interrogatorio di convalida del fermo lo scorso 21 gennaio.

Legale della sorella di Federica Torzullo: “Carlomagno non accettava la separazione”

“Il movente dell’omicidio deve essere necessariamente ricercato nella non accettazione del Carlomagno nella separazione dalla moglie e probabilmente anche nell’aver appreso della relazione con un altro uomo. La premeditazione è ancora un tema prematuro sul quale tirare delle conclusioni: è certo che la procura di Civitavecchia non sta tralasciando ovviamente elementi indiziari in questo senso”, ha detto l’avvocato Carlo Mastropaolo, legale della sorella di Federica Torzullo, fuori dalla villetta dove oggi si svolgono nuovi accertamenti.

Non era intenzione di Federica escludere il padre nella relazione con il figlio: lei era grata al marito per il suo rapporto con il figlio e che Claudio Carlomagno fosse un bravo papà”, ha affermato Mastropaolo. Secondo il legale, Carlomagno nella sua confessione avrebbe fornito “una versione di comodo che ho trovato scomposta. Stefania vuole la verità, la versione che Claudio non ha raccontato davanti al Gip”. Gli accertamenti odierni, ha spiegato, “riguardano l’estrazione dei dati del gps della vettura dell’indagato e saranno volti ad accertare, a ricostruire i movimenti della vettura dell’indagato nelle prime ore del 9 gennaio”.

Il legale ha poi detto che “la sorella di Federica ha chiesto di poter incontrare Carlomagno in carcere: la lettura che va data di questa aspettativa è quella che fa capire la determinazione della famiglia Torzullo nel voler arrivare alla verità che non è ovviamente quella che ha raccontato l’indagato davanti al Gip”.

Legale genitori Torzullo: “Movente soffocare l’autonomia di Federica”

“È un momento particolarmente delicato, perché si vuole chiudere un primo cerchio, che è quello di dare degna sepoltura a Federica – ha sottolineato l’avvocato Nicodemo Gentile, presidente dell’associazione Penelope e legale dei genitori di Federica Torzullo – Il movente è quello che dice anche il giudice nell’ordinanza, ad oggi: soffocare ogni autonomia decisionale di Federica, una relazione che stava ormai diventando qualcos’altro e c’è stato questo tipo di atteggiamento e questo tipo di resistenza”.

Focus anche sulla “scatola nera”, ha spiegato Gentile, che “serve per ricostruire movimenti, contatti, ed è uno dei dispositivi che potrà dire come sono andate realmente le cose”.

Periti di parte: “Accertamento su auto fondamentale per capire eventuali complici”

Antonio Mancini, perito nominato dal tutore del figlio di Federica Torzullo e Claudio Carlomagno, ha spiegato che “l’accertamento sull’auto restituirà sicuramente molti dati: è stato abbastanza semplice, la macchina è abbastanza nuova, tecnologica e quindi i dati che restituirà saranno molto importanti per tutte le indagini e capire quello che è successo. È stata analizzata la memoria interna dell’auto, la centralina”.

L’accertamento, ha sottolineato Federico Zorzi, perito della famiglia Torzullo, “è fondamentale per avere tutti i dati diretti e indiretti, come comunicazioni, spostamenti, per arrivare a un quadro dell’utilizzo sia del veicolo ma anche dei sistemi di infotainment dello stesso”. Inoltre, ha aggiunto Zorzi, “capendo gli esatti spostamenti dell’auto e gli agganci delle celle telefoniche sarà possibile capire se ci sono altri dispositivi che hanno avuto un comportamento, definito ‘pattern’, similare, uguale. Questo è dirimente” per capire se Carlomagno ha avuto eventuali complici.

Adnkronos