Il 40enne residente in città è stato identificato dopo l’esplosione accidentale di un secondo ordigno tra le sue mani. L’Inter Club San Marino lo espelle: “Socio autonomo, ci dissociamo totalmente”.
C’è un residente di Cesena al centro dei drammatici fatti di cronaca che hanno macchiato la sfida di domenica pomeriggio tra Cremonese e Inter. Quella che doveva essere una tranquilla trasferta domenicale si è trasformata in tragedia personale e vergogna sportiva per un uomo di circa 40 anni, residente in città, rintracciato dalle forze dell’ordine nel settore ospiti dello stadio “Zini” in condizioni gravissime.
La dinamica: il lancio e l’esplosione accidentale
Secondo le ricostruzioni della Questura di Cremona, l’uomo sarebbe l’autore del lancio del petardo che, al 49′ della partita, è esploso a pochi centimetri dal portiere grigiorosso Emil Audero, stordendolo e causandogli una ferita alla gamba.
A tradire il tifoso cesenate non sono state le telecamere, ma un secondo atto di follia: subito dopo il primo lancio, l’uomo ha tentato di accendere un secondo ordigno che, però, gli è esploso tra le mani prima che potesse scagliarlo. L’effetto della deflagrazione è stato devastante: il cesenate ha riportato la mutilazione di tre dita della mano. Tra le urla e il sangue, l’uomo è stato soccorso dai sanitari e immediatamente identificato dagli agenti della Digos presenti nel settore.
Tensioni in curva: picchiato dai “suoi” tifosi
Un dettaglio inquietante emerge dal referto delle autorità: subito dopo l’esplosione che lo ha mutilato, l’uomo sarebbe stato duramente contestato e, secondo alcune fonti, aggredito fisicamente da altri sostenitori nerazzurri. I compagni di curva, furiosi per il rischio di pesanti sanzioni alla squadra e per la gratuità del gesto contro un ex giocatore (Audero ha vestito la maglia dell’Inter), lo hanno isolato prima che venisse caricato in ambulanza.
Il comunicato del club: “Espulsione immediata”
Sebbene residente a Cesena, l’uomo risultava regolarmente iscritto all’Inter Club San Marino. Il sodalizio del Titano, travolto dal fango mediatico, ha rotto il silenzio lunedì mattina con una nota ufficiale dai toni durissimi, volta a recidere ogni legame con il 40enne:
“Come Inter Club San Marino ci assumiamo la responsabilità che un nostro socio fosse presente a Cremona. Ci dissociamo totalmente dal suo gesto. Durante la trasferta era autonomo, senza che potessimo conoscere le sue intenzioni. Abbiamo già chiesto l’espulsione dal club e collaborato con la Digos per identificare ogni responsabile”.
Il direttivo ha tenuto a precisare che il tifoso non faceva parte del gruppo organizzato in trasferta, avendo raggiunto la Lombardia in totale autonomia.
Situazione clinica e giudiziaria
Attualmente il cesenate si trova piantonato dalla Polizia presso l’Ospedale Maggiore di Cremona. Le sue condizioni sono stabili, ma la menomazione alle falangi è irreversibile; non si esclude un trasferimento in un centro di eccellenza per la chirurgia plastica ricostruttiva.
Sul fronte legale, la sua posizione è critica: l’uomo è stato denunciato a piede libero per lancio di materiale pericoloso e lesioni aggravate. Una volta dimesso, scatterà per lui l’inevitabile provvedimento di DASPO, che lo terrà lontano dagli stadi per il massimo del tempo consentito dalla legge, mettendo fine a una carriera da tifoso segnata da una domenica di pura follia.










