Cronaca. Fordow, forte esplosione nell’impianto nucleare iraniano. Intanto Tajani conferma: “La base italiana colpita da un drone”

Una forte esplosione è stata segnalata oggi nell’impianto nucleare iraniano di Fordow, in quello che rappresenta uno degli sviluppi centrali della giornata nel conflitto in Medio Oriente. La notizia è stata riferita dalla tv pubblica israeliana Kan, che cita un report saudita.

L’episodio arriva mentre prosegue l’escalation militare tra Iran, Israele e Stati Uniti. Nelle stesse ore, sul fronte che coinvolge il contingente italiano in Iraq, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha precisato che la base italiana di Erbil è stata colpita da un drone e non da un missile, come emerso inizialmente nelle prime ricostruzioni. Il personale italiano, ha confermato, non ha riportato ferite.

L’esplosione a Fordow concentra ora l’attenzione internazionale su uno dei siti più sensibili del programma nucleare iraniano. Al momento non sono stati forniti ulteriori elementi ufficiali sull’entità dei danni o sulle eventuali conseguenze all’interno dell’impianto.

Parallelamente, una fonte politica di alto rango di Hezbollah ha riferito che il movimento sciita libanese sarebbe entrato in una nuova fase della guerra dopo il lancio, nella notte, di 150 missili verso Israele. La stessa fonte ha sostenuto che il gruppo si considera pronto a un conflitto lungo.

Sempre oggi l’aeronautica israeliana ha fatto sapere di essere impegnata in una nuova ondata di attacchi su vasta scala in diverse aree dell’Iran. Sul piano politico, Teheran ha minacciato di abbandonare ogni moderazione se Stati Uniti e Israele dovessero colpire le isole iraniane nel Golfo.

Nel quadro della crisi si inseriscono anche le ripercussioni sul traffico marittimo e sul mercato energetico. L’Agenzia internazionale per l’energia ha parlato della più grande interruzione dell’approvvigionamento nella storia del mercato petrolifero globale, con una riduzione della produzione del Golfo stimata in 10 milioni di barili al giorno tra greggio e prodotti petroliferi.

Resta quindi Fordow il punto più delicato emerso oggi, mentre la guerra continua ad allargare il proprio raggio d’azione tra impianti strategici, rotte energetiche e nuove minacce nell’intera regione.

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