Cronaca. Forlì, indagine sulle morti in ambulanza: emerge un nuovo caso

Si allarga l’inchiesta sulle morti sospette a bordo delle ambulanze nel territorio forlivese. Al centro delle indagini resta il ventisettenne accusato di omicidio volontario plurimo e premeditato, perpetrato secondo l’ipotesi accusatoria attraverso la somministrazione di sostanze venefiche o altri metodi insidiosi. Mentre l’indagato continua a respingere ogni addebito, una nuova famiglia ha deciso di farsi avanti chiedendo chiarezza sul decesso di un proprio caro.

Il giovane soccorritore, assistito dall’avvocato Gloria Parigi, ha ribadito la propria totale estraneità ai fatti intervenendo alla trasmissione televisiva Rai “1Mattina News”. In quell’occasione, ha spiegato di sentirsi ingiustamente descritto come un mostro e ha rivelato che inizialmente confidava in un rapido ridimensionamento della vicenda. Pur accettando il normale e doveroso decorso delle indagini, ha lamentato il crescente peso psicologico derivante dalle continue voci sul suo conto.

Nel frattempo, il delicato quadro investigativo, che già si concentra sul decesso di cinque pazienti anziani trasferiti per visite programmate e mai in condizioni di emergenza, registra un nuovo sviluppo. Le quattro figlie di un uomo spirato il 13 ottobre del 2025 si sono infatti affidate agli avvocati Max Starni e Massimo Mambelli. I due legali tutelano già i familiari di un’altra paziente deceduta nel novembre scorso, la quale rappresenta ad oggi l’unica vittima su cui è stata eseguita una duplice autopsia giudiziaria.

I rappresentanti legali hanno fornito una ricostruzione dettagliata del nuovo caso. Il 9 ottobre 2025, l’anziano paziente si trovava ricoverato nel reparto di lungodegenza dell’ospedale di Santa Sofia e necessitava di un trasferimento al nosocomio di Forlì per un esame di routine. Per il tragitto è stata impiegata un’ambulanza per trasporti secondari guidata proprio dall’indagato. A circa due chilometri dalla partenza dalla struttura ospedaliera, il pensionato è andato in arresto cardiocircolatorio.

La situazione è stata provvisoriamente risolta dall’intervento di un medico che è riuscito a rianimare l’uomo, permettendo il completamento del trasporto verso Forlì. Tuttavia, dopo la visita e il successivo rientro in lungodegenza, il quadro clinico del paziente ha subito un inesorabile deterioramento nel corso della stessa giornata, portando al decesso a quattro giorni esatti di distanza.