Un tentativo di mediare una lite tra colleghi si è trasformato in un incubo per un operaio senegalese di 25 anni, che oggi ha raccontato la sua storia davanti al giudice Andrea Priore presso il Tribunale di Forlì. I fatti, risalenti al 2021, hanno portato due suoi ex compagni di lavoro sul banco degli imputati.
Tutto è iniziato all’interno di un’azienda di produzione di divani, dove il giovane era impiegato. Durante una normale giornata lavorativa, due operai hanno dato vita a un acceso diverbio. Il 25enne, allora poco più che ventenne, è intervenuto nel tentativo di riportare la calma, separando i contendenti. Un gesto di buon senso che però gli è costato caro: i due lo hanno ammonito, intimandogli di mantenere il silenzio sulla questione.
Il giovane ha invece scelto di informare il caporeparto dell’accaduto. La direzione aziendale è stata messa al corrente dell’episodio e ha proceduto con una segnalazione formale nei confronti dei due litiganti. Una decisione che ha scatenato la reazione violenta dei colleghi.
L’aggressione è avvenuta al termine del turno di lavoro. Mentre la vittima rientrava a casa in bicicletta, i due uomini lo hanno intercettato lungo il percorso. Dopo aver invertito la marcia per raggiungerlo, hanno bloccato il manubrio della sua bici e hanno iniziato a colpirlo con schiaffi e pugni. Durante la colluttazione, il ragazzo è scivolato da un ponticello, riportando traumi di lieve entità. Prima di allontanarsi, gli aggressori gli hanno lanciato contro la stessa bicicletta.
Il 25enne ha immediatamente contattato la titolare dell’azienda, che ha allertato i soccorsi e le forze dell’ordine. La denuncia presentata dalla vittima ha portato all’apertura di un procedimento penale.
I due imputati compariranno in aula all’inizio di aprile per rispondere delle accuse relative a eventi che risalgono ormai a oltre quattro anni fa.










