Cronaca. Forlì, temperature “polari” in aula al “Marconi”: scatta la protesta studentesca

Una mattinata decisamente complessa quella vissuta ieri all’Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Marconi”, dove un diffuso malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento ha innescato una mobilitazione spontanea degli studenti. A fronte di temperature che in diverse aule e laboratori oscillavano tra i 12 e i 15 gradi, centinaia di alunni hanno deciso di far sentire la propria voce, sospendendo le attività didattiche per richiedere ambienti di studio adeguati.

La protesta ha preso il via intorno alle 9, subito dopo che i rappresentanti degli studenti hanno effettuato le misurazioni termiche con appositi strumenti. Quella che è nata come un’iniziativa delle prime classi si è rapidamente trasformata in un’azione corale nell’atrio dell’istituto. I partecipanti hanno descritto l’evento come un movimento privo di singoli coordinatori, ma guidato da un disagio comune trasversale, dalla prima alla quinta superiore. Verso le 10, la folla di studenti si è riversata nel corridoio principale dell’edificio, in particolare nell’area che affaccia sui laboratori, accompagnando la sospensione delle lezioni con cori di disappunto. La tensione si è allentata solo quaranta minuti più tardi, quando è stata concessa un’assemblea straordinaria per affrontare la questione.

Durante il confronto, la dirigenza ha illustrato le cause tecniche del disservizio. Il dirigente scolastico Marco Ruscelli ha evidenziato come la problematica derivi dalla natura vetusta degli impianti, una criticità strutturale che interessa ciclicamente diversi edifici scolastici della stessa epoca. Nello specifico, il preside ha spiegato che la rottura di una tubatura esterna aveva causato una perdita d’acqua e la conseguente depressurizzazione del sistema di riscaldamento. Nonostante la riparazione fosse stata completata tempestivamente nella giornata di martedì, le operazioni di riempimento di un impianto così vasto hanno generato bolle d’aria che hanno impedito al calore di distribuirsi uniformemente, lasciando alcune zone della scuola al gelo ancora nella mattinata di ieri.

La situazione è tornata alla normalità al termine dell’assemblea, con la ripresa delle lezioni e senza che si registrassero danni alla struttura. In merito alle modalità della protesta, il vicepreside Gianluca Parisi ha ricordato come la manifestazione pacifica del dissenso rientri nei diritti costituzionali e nelle libertà di espressione degli studenti. Una posizione condivisa dal dirigente Ruscelli, il quale tuttavia ha tenuto a precisare che, pur essendo legittimo il malcontento, le forme di protesta non dovrebbero scadere in cori da stadio o urla, invitando i ragazzi a utilizzare in futuro gli strumenti democratici istituzionali, come le assemblee o l’uso dell’aula magna, per dialogare con la scuola o con la Provincia.