La guerra in Medio Oriente arriva in Parlamento, con i ministri di Difesa ed Esteri, Guido Crosetto e Antonio Tajani, prima alla Camera e poi al Senato per le comunicazioni sulla situazione in Iran e nel Golfo (GLI AGGIORNAMENTI). Il primo, spinto dalle opposizioni, ha bollato l’offensiva di Usa e Israele come “fuori dal diritto internazionale”. Il secondo ha ribadito che “l’Italia non è in guerra” e ha esortato a “privilegiare la via diplomatica”, ricordando però che tutto è nato “dopo il fallimento delle trattative, con il rischio concreto che l’Iran si dotasse di armi atomiche”. Al momento, è emerso, non ci sono state richieste americane di utilizzare le loro basi in Italia per l’offensiva. Intanto il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha detto che “Meloni mi ha comunicato la disponibilità a venire in Parlamento” mercoledì 11 marzo, “anticipando le comunicazioni sul Consiglio europeo e allargandole alla crisi in Medio Oriente”. Dalla Camera è arrivato il via libera alla risoluzione di maggioranza sulla posizione italiana rispetto alla crisi.
Via libera della Camera alla risoluzione di maggioranza
La risoluzione di maggioranza approvata impegna il governo “a partecipare” allo “sforzo comune in ambito Ue per sostenere, in caso di richiesta, stati membri Ue nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana” e a “confermare il rispetto, nell’utilizzo delle installazioni militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi, del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti”. Il testo parla anche del “dispiegamento e il rischieramento di sistemi di difesa aerea e antimissilistica e di sorveglianza, nel perimetro di quanto autorizzato nell’area geografica di intervento, a protezione dei cittadini italiani, a supporto dei Paesi partner dell’area del Golfo e per la salvaguardia delle infrastrutture strategiche presenti nell’area, a tutela degli interessi primari nazionali”.
Tajani: “Gravità situazione richiede responsabilità condivisa”
“La gravità della situazione richiede a tutti noi, governo e parlamento, un’assuzione di responsabilità condivisa”, ha detto Antonio Tajani alla Camera. “Stella polare del nostro impegno resta la de-escalation. Vogliamo evitare assolutamente un allargamento del conflitto. Stiamo incoraggiando tutte le parti a esercitare la massima moderazione, tenendo aperti i canali di dialogo con l’Iran, senza tradire la nostra posizione: l’Iran non può dotarsi di armi nucleari e disporre di sistemi missilistici in grado di rappresentare una minaccia esistenziale per Israele, per la regione e per l’Europa”.
“100mila italiani coinvolti direttamente o meno dalla crisi”
“Sono 100mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree” della crisi”, ha aggiunto Tajani. “La sicurezza dei connazionali è la priorità assoluta. La task force Golfo ha gestito 14 mila chiamate e diverse migliaia di email. Gli italiani aiutati a lasciare le aree a rischio sono arrivati a 10.000”, ha detto. Di fronte agli “attacchi indiscriminati” dell’Iran ai Paesi della regione, “alcuni nostri partner strategici del Golfo hanno formalmente chiesto il sostegno dell’Italia per rafforzare le proprie capacità di difesa aerea. Si tratta di nazioni dove sono presenti decine di migliaia di italiani, civili e militari, che abbiamo il dovere di proteggere. Ecco perché il governo ha ritenuto doveroso aderire a queste richieste”, ha confermato Tajani. “Siamo qui oggi per condividere con il Parlamento questa scelta. Per questo rivolgo un nuovo ancorato appello a tutte le forze politiche: il confronto è legittimo e doveroso, le differenze di vedute fanno parte della normale dialettica democratica, ma in passaggi così delicati è fondamentale essere uniti”.
“Italia in prima linea in missioni navali in area cruciale per imprese”
“Il Golfo è anche un’area cruciale per il nostro export. Nel Mar Rosso transita tra Suez e il Mar Rosso circa il 40% del commercio marittimo italiano. Per questo l’Italia è in prima linea nelle missioni navali europee Aspides e Atalanta per proteggere il traffico commerciale in un’area cruciale per le nostre imprese. Missioni che sono state rafforzate e che l’Unione Europea, come deciso nell’ultima riunione del Consiglio, andranno avanti. La nostra priorità continua a essere la protezione del tessuto economico italiano e del potere d’acquisto delle famiglie, insieme alle agenzie per l’internazionalizzazione”, ha proseguito Tajani in un altro passaggio.
Crosetto: “Se Usa ci chiederanno basi ne discuteremo in Parlamento”
Centrale il tema della basi militari Usa in Italia e del loro potenziale utilizzo per attaccare l’Iran. Ne ha parlato il ministro della Difesa Crosetto: “Ad oggi non è pervenuta alcuna richiesta. Qualora dovessero emergere domande di questo tipo saremmo qua, ma ad oggi non è successo. L’Italia non è in guerra, stiamo cercando di gestire, mitigare in stretto accordo con le nazioni amiche le conseguenze di questo conflitto. Ci dicono che durerà settimane”. In ogni caso, se arrivasse la richiesta americana di utilizzare le basi, il governo ne discuterà con il Parlamento.
“Attacco Usa e Israele a Iran fuori dal diritto internazionale”
Incalzato dalle proteste dei parlamentari dell’opposizione che accusavano gli Usa e Israele di aver agito fuori dal diritto internazionale, Crosetto ha replicato: “Certo che è stata al di fuori delle regole del diritto internazionale”. E ha aggiunto: “L’attacco israeliano è partito nel momento in cui la posizione di Khamenei è diventata nota, è una guerra che è partita all’insaputa del mondo e che ora ci si trova a gestire. Il problema nostro è gestire le conseguenze di una crisi che è esplosa e che non abbiamo voluto”.
“Caos in Medio Oriente può alimentare quello sul fronte ucraino”
Al Senato, Crosetto ha espresso preoccupazione per il fatto che il caos mediorientale rischi d di incrementare “altri quadri di caos già aperti”. Su tutti, quello sul fronte ucraino (LE NEWS SULLA GUERRA). “Putin è in grande difficoltà in Russia perché la parte più nazionalista lo critica perché non ha ancora concluso la guerra e da mesi e mesi lo invita ad alzare i livello delle armi che Usa”, ha detto Crosetto, secondo cui – tra un conflitto e l’altro – stiamo attraversando “tra i mesi più difficili che l’umanità abbia avuto negli ultimi 70-80 anni”.
Crosetto: “250 nostri militari evacuati in Arabia Saudita da altri Paesi”
Sotto altri profili, Crosetto ha spiegato che prima dell’inizio del conflitto “avevamo 2.576 persone nell’area interessata”. I militari italiani sono adesso in movimento: dal Kuwait se ne andranno in 250 (da 321 a 82) verso l’Arabia Saudita, come faranno anche 7 dei 10 in Qatar. Si sta ritirando il personale dal Bahrein, mentre in Libano si sta valutando “attentamente la situazione”.
Crosetto: “Sistemi difesa missilistica in Medioriente e aiuto a Cipro”
Il ministro della Difesa ha poi parlato della necessità di “rivalutare i nostri assetti nella regione e rispondere alle richieste dei Paesi amici in difficoltà”. L’Italia, ha spiegato, intende “dispiegare un dispositivo multi dominio in Medio Oriente, con sistemi di difesa aerea anti drone e antimissilistica”. Non solo: “Porteremo assieme a spagnoli e francesi un aiuto a Cipro. Visto che quello che è successo in Turchia ed è successo a Cipro ho dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e anti balistica nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato. Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto e tutto può essere aspettato”.
Schlein: “Serve ora il no all’uso delle basi militari”
Tra le opposizioni a intervenire alla Camera è stata anche la segretaria del Pd Elly Schlein: “Noi diciamo no all’autorizzazione delle basi per appoggiare in un nessun modo questa guerra che viola il diritto internazionale. Il punto non è che tornerete qui se ve le chiedono. Dovete dire di no già adesso, perché sarebbe contro l’articolo 11 della costituzione”. La leader Dem ha aggiunto: “Ministro Crosetto, le è sfuggito, le è sfuggito, che gli attacchi” all’Iran “erano fuori dal diritto internazionale. Ci ha messo sei giorni. Vorrei sapere: è la posizione del governo è solo la sua posizione? Mi interesserebbe capire cosa ne pensa Meloni. Non potete rimanere schiacciati dalle strategie di Trump e Netanyahu”. E ancora, “qual è la strategia di Trump. Ha una strategia? Noi pensiamo che la transizione pacifica e democratica spetti al popolo iraniano”. Su quanto accaduto, “da Meloni nulla”, nessun commento, mentre “il premier spagnolo ha detto: no alla guerra. Noi la pensiamo come lui e gli diamo tutto il supporto e la solidarietà per le minacce di ritorsione del presidente americano Trump”.
Bonelli: “Il governo sta portando l’Italia in guerra”
Angelo Bonelli di Avs ha attaccato: “Perché la presidente Meloni non è in Aula? Perché continua a fuggire dal Parlamento? È inaccettabile. Voi state portando l’Italia in guerra”, ha aggiunto. “Quando arriva un aereo militare per fare manutenzione e poi andare a bombardare” questo “significa stare dentro a una guerra e noi non siamo d’accordo”. “Non avete mai pronunciato i nomi di Trump e Netanyahu, i responsabili della guerra” e “avete dimenticato quello che quel criminale di Netanyahu ha fatto a Gaza”, ha detto ancora Bonelli.
Ricciardi (M5s) a Tajani: “Si sciacqui bocca prima di parlare di Conte”
“Avete parlato come se non fosse esistito un attacco” all’Iran, “il diritto internazionale a cui oggi vi appellate richiamando i trattati, ieri non serviva a nulla…Venite a chiedere l’uso della basi. Tajani ride, si sciacqui la bocca prima di parlare di chi ha portato in questo paese di 209 miliardi. Lei deve solo imparare da chi riusciva a parlare sia con gli Usa che con la Cina. Perché al mondo si sta così, non inginocchiandosi con il cappellino Maga”, ha detto il capogruppo del M5s alla Camera Riccardo Ricciardi nell’Aula della Camera sull’Iran rivolto al titolare degli Esteri. Durante l’invettiva del pentastellato il ministro in Aula ha reagito ridendo.
Sky tg24












