Cronaca. Inchiesta latte adulterato nel Pesarese: trema il settore caseario, coinvolto anche un dirigente di Pennabilli

Il settore agroalimentare tra le province di Pesaro e Rimini finisce sotto la lente d’ingrandimento della magistratura per una vicenda che scuote la fiducia dei consumatori. Al centro del caso c’è un presunto sistema di manipolazione del latte che, secondo l’accusa, veniva “corretto” chimicamente per nasconderne il deterioramento e rimetterlo nel circuito produttivo. L’inchiesta ha segnato un passaggio cruciale proprio ieri, mercoledì 4 marzo 2026, con la celebrazione dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Pesaro, portando alla luce i dettagli di un’operazione che vede coinvolte dodici persone fisiche e una realtà societaria.

Tra i profili di spicco finiti nel mirino della Procura di Pesaro figura anche un uomo di 64 anni residente a Pennabilli. All’epoca dei fatti contestati, l’indagato ricopriva il ruolo di presidente del consiglio d’amministrazione di un’azienda agricola. La sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti insieme a quella degli altri soggetti accusati, a vario titolo, di reati gravi che vanno dalla frode in commercio alla vendita di sostanze alimentari contraffatte o adulterate. Le imputazioni più pesanti riguardano il commercio di alimenti considerati nocivi per la salute pubblica e il reato di falsità materiale.

L’attività investigativa, condotta con minuzia dai nuclei specializzati dei Nas, ha preso il via grazie alle rivelazioni fornite da due ex dipendenti, i quali hanno presentato un esposto formale dando il la agli accertamenti. Il quadro delineato dagli inquirenti descrive una pratica sistematica: il latte che arrivava al caseificio non sarebbe stato a norma, presentando livelli di carica batterica superiori ai limiti consentiti dalla legge o palesi segni di deterioramento. Per ovviare al problema e non scartare la materia prima, venivano utilizzate sostanze chimiche specifiche atte a neutralizzare le impurità e a rendere il prodotto apparentemente idoneo alla trasformazione in mozzarelle e formaggi, poi destinati alla vendita.

La vicenda giudiziaria è ora entrata nel vivo e si preannuncia una battaglia legale serrata. Mentre la difesa prepara le proprie contromosse per rispondere alle contestazioni della Procura di Pesaro, il calendario del Tribunale ha già fissato il prossimo appuntamento decisivo. Il prossimo 15 aprile, infatti, il giudice incaricato sarà chiamato a valutare le richieste di costituzione di parte civile, un passaggio fondamentale per definire chi potrà avanzare richieste di risarcimento per i danni derivanti dalla presunta frode alimentare che ha coinvolto il caseificio pesarese e i suoi fornitori.