Una brusca frenata e una caduta rovinosa tra i sedili del treno sono costate care a Trenitalia, che dovrà ora risarcire una sessantenne bolognese per un incidente avvenuto oltre tre anni fa. La vicenda risale al dicembre 2022, quando la donna stava rientrando a casa da Roma a bordo di un convoglio ad alta velocità. Durante il tragitto, la passeggera aveva segnalato al personale di bordo l’instabilità del proprio sedile, chiedendo un intervento tecnico o un cambio di posto. Nel tentativo di risolvere il problema e garantire un viaggio confortevole, un responsabile della compagnia aveva iniziato a operare sul sedile difettoso, costringendo la donna ad alzarsi in piedi. Proprio in quel frangente, una violenta decelerazione del treno ha fatto perdere l’equilibrio alla signora, scaraventandola a terra e contro gli arredi del vagone.
L’impatto ha causato alla donna la frattura di due costole e diverse altre lesioni personali. Nonostante i soccorsi immediati e la redazione di un verbale dettagliato da parte del capotreno, che includeva le testimonianze dei presenti, l’iter per ottenere il risarcimento si è rivelato lungo e tortuoso. Una volta giunta alla stazione di Bologna, la passeggera era stata trasportata in ambulanza al Policlinico Sant’Orsola per le cure necessarie, giungendo a completa guarigione solo dopo oltre un mese di convalescenza. Tuttavia, nonostante l’apertura formale della pratica e il rispetto di tutte le procedure assicurative richieste da Trenitalia, la compagnia non aveva inizialmente riconosciuto alcun indennizzo alla vittima.
La disputa legale si è conclusa nei giorni scorsi presso il Tribunale civile di Bologna, dove la giudice Alessandra Cardarelli ha emesso la sentenza di condanna. Il magistrato ha stabilito che la responsabilità dell’evento è interamente riconducibile alla compagnia ferroviaria, sottolineando come non sia ravvisabile alcuna mancanza di prudenza da parte della viaggiatrice. Secondo i giudici, la donna non ha violato l’obbligo di vigilare sulla propria incolumità, data la dinamica specifica dei fatti che l’ha vista costretta ad alzarsi proprio per consentire l’intervento del personale sul sedile.
Sulla base delle cartelle cliniche presentate e della valutazione dei danni subiti, il Tribunale ha quantificato il risarcimento in circa 15.000 euro. La sentenza chiude così una battaglia legale durata anni, ribadendo l’obbligo del vettore di garantire la sicurezza dei passeggeri anche in situazioni ordinarie come la manutenzione di un arredo del vagone durante la marcia.











