Una spirale di aggressioni, minacce di morte e ossessivi controlli digitali è stata interrotta oggi, venerdì 27 febbraio 2026, dall’intervento della Squadra Mobile di Rimini. Gli agenti hanno notificato un provvedimento di divieto di avvicinamento a un cittadino cubano di 26 anni, accusato di aver trasformato la vita della sua ex compagna, una connazionale ventenne, in un vero e proprio inferno. La misura cautelare, che impone al giovane di mantenere una distanza minima di un chilometro dalla vittima, è stata emessa per arginare quella che i magistrati definiscono un’indole irascibile e un rischio concreto che gli episodi di violenza possano ripetersi.
La vicenda affonda le radici nel 2024, anno in cui la relazione tra i due si era interrotta drasticamente poco dopo la nascita del loro figlio. A causare la rottura erano state le continue sfuriate del giovane, spesso alimentate dall’abuso di alcol, che sfociavano in pesanti offese e liti furibonde. Tuttavia, la fine del rapporto non ha fermato il ventiseienne, la cui condotta è degenerata in un monitoraggio asfissiante della vita della ex: dai pedinamenti costanti al controllo del telefono cellulare, arrivando persino a pubblicare immagini intime della ragazza su un profilo Instagram senza il suo consenso.
Il quadro delineato dalle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Davide Ercolani, descrive un’escalation di aggressività preoccupante. L’indagato avrebbe minacciato ripetutamente la giovane di sottrarle il bambino e di uccidere lei e qualunque eventuale nuovo partner. Anche la madre della vittima è finita nel mirino, subendo minacce di incendio presso la propria abitazione. Il punto di non ritorno è stato raggiunto lo scorso novembre, quando l’uomo, dopo aver passato la notte in casa della ex, le ha impedito con la forza di recarsi al lavoro, impugnando un coltello per intimidirla. In quell’occasione, la violenza è diventata fisica: la ventenne ha denunciato di essere stata afferrata per il collo e schiaffeggiata. Nonostante l’intervento delle forze dell’ordine, il giovane avrebbe continuato a proferire minacce anche davanti agli agenti, costringendo la donna a cercare riparo in una struttura protetta.
Secondo quanto stabilito dal gip del Tribunale di Rimini, Alessandro Capodimonte, che ha accolto la richiesta della Procura, la pericolosità del soggetto è rimasta elevata anche durante il periodo di permanenza della vittima nella struttura sicura. Il giudice ha ravvisato un’alta probabilità di recidiva, sottolineando come i comportamenti persecutori non abbiano accennato a placarsi nonostante le ripetute denunce. Il provvedimento notificato oggi dal personale della Squadra Mobile punta a ristabilire la sicurezza della giovane madre e dei suoi familiari, ponendo un freno legale a una vicenda di maltrattamenti che durava ormai da troppo tempo.











