Un grave incidente avvenuto nel maggio del 2022 all’interno di un’azienda della provincia di Rimini è approdato nelle aule di tribunale, vedendo come imputato un imprenditore italiano di 65 anni. L’uomo, assistito dal legale Piero Venturi, deve rispondere dell’accusa di lesioni gravissime in seguito a un infortunio che ha segnato profondamente la vita di un suo dipendente, un quarantenne originario dell’Abruzzo. La vittima, a causa delle fratture multiple e dei traumi riportati nello schiacciamento, ha subito danni irreversibili a una gamba che ancora oggi, a distanza di anni, lo costringono a deambulare con l’ausilio di un bastone.
La dinamica dei fatti, ricostruita durante le indagini, si è svolta durante le delicate fasi di carico di alcuni pallet su un camion. Quel giorno l’imprenditore, regolarmente abilitato all’uso del mezzo meccanico, si era messo personalmente alla guida del muletto per sostituire un addetto assente. Secondo quanto emerso dai rilievi della medicina del lavoro dell’Ausl, l’operaio quarantenne era entrato nel container per effettuare alcune misurazioni necessarie al corretto posizionamento della merce. Proprio durante queste manovre è avvenuto l’impatto: il lavoratore è rimasto schiacciato dal carico e solo le sue grida disperate hanno permesso di arrestare il mezzo, evitando un epilogo potenzialmente fatale.
Il dibattimento giudiziario ruota attorno a due visioni contrapposte sulla responsabilità e sulla sicurezza aziendale. L’accusa sostiene che la colpa sia da attribuire al titolare, evidenziando come l’operaio ferito non avesse ricevuto una formazione specifica e adeguata per svolgere quella particolare mansione di supporto al carico. Di parere opposto è invece la difesa, che rigetta l’ipotesi di una mancata preparazione tecnica. Secondo la tesi dell’avvocato Venturi, l’incidente sarebbe stato causato da un comportamento imprevedibile della vittima, la quale sarebbe uscita dal container per poi rientrarvi improvvisamente senza che la “sentinella” addetta alla sorveglianza delle manovre potesse accorgersene o segnalare il pericolo al conducente del muletto.
Mentre il procedimento penale prosegue per accertare le responsabilità legali, sul fronte civile è già stato raggiunto un accordo: il quarantenne abruzzese è stato infatti risarcito in via extragiudiziale per i danni subiti. Il lunghissimo periodo di convalescenza, durato quasi un anno intero, e la successiva invalidità permanente restano però i segni tangibili di quella drammatica giornata di lavoro. Il processo dovrà ora stabilire se le procedure di sicurezza adottate dall’azienda riminese fossero conformi alle norme vigenti o se la condotta dell’imprenditore abbia configurato una negligenza determinante per il ferimento del dipendente.











