Cronaca. Kaufmann a processo: «Anastasia e Andromeda? Chi sono?». La bambina strangolata a mani nude, non mangiava da giorni

Il duplice omicidio di Villa Pamphili approda davanti alla Prima Corte d’Assise di Roma. Francis Kaufmann, l’uomo di origini americane accusato della morte della compagna Anastasia Trofimova e della figlia, la piccola Andromeda, era presente in aula mentre i medici legali del Policlinico Gemelli ricostruivano l’orrore di quei giorni di giugno. Una testimonianza cruda, che ha confermato la spietatezza dell’esecuzione e l’agonia della bambina.

L’autopsia: entrambe strangolate

Le deposizioni dei periti hanno tolto ogni dubbio sulla dinamica della morte. Madre e figlia sono state uccise per asfissia meccanica da strangolamento. Certo anche che i delitti sono avvenuti in momenti distinti: Anastasia sarebbe stata uccisa tra il 3 e il 5 giugno, mentre la piccola Andromeda avrebbe perso la vita circa 24-35 ore prima del ritrovamento, presumibilmente il 6 giugno. Nonostante l’avanzato stato di decomposizione della donna, favorito dalle alte temperature e dalla copertura con un telo di plastica, uno dei medici ha chiarito: «La putrefazione maschera ma non cancella». È emerso inoltre che Anastasia presentava un tasso alcolemico tale da averne diminuito le capacità di difesa, rendendo più agevole l’azione dell’assassino.

Andromeda lasciata senza cibo

Il dettaglio più straziante riguarda la figlia della coppia. Quando il corpo di Andromeda è stato rinvenuto, nudo e a pancia in giù, l’esame autoptico ha rivelato che lo stomaco era completamente vuoto. Secondo i medici legali, la piccola non mangiava da giorni, suggerendo un periodo di abbandono o di privazioni precedente allo strangolamento finale.

Un elemento inquietante che aggrava la posizione di Kaufmann, a cui la Procura contesta i motivi futili e abietti, oltre alla minorata difesa delle vittime.

La difesa di Kaufmann

Mentre venivano proiettate le drammatiche diapositive dei cadaveri, l’atteggiamento dell’imputato ha sollevato forti dubbi sulla sua capacità di intendere e volere. L’avvocato difensore Paolo Foti ha ribadito la necessità di una perizia psichiatrica, descrivendo un uomo in totale stato confusionale. Al termine dell’udienza, il legale ha dichiarato: «Il 90% delle affermazioni che Kaufmann mi ha fatto durante l’udienza erano senza senso, additava come mafiosi i giudici, in particolare i giudici popolari: è una persona che ha grossi problemi a livello cognitivo, secondo me non si rende perfettamente conto di quello che lo circonda. E anche quando i medici hanno spiegato le cause della morte e che la piccola non mangiava da giorni, ha continuato a guardare insistentemente le diapositive dei corpi che avevo sul computer e chiedeva chi fossero». Secondo Foti, Kaufmann «ha bisogno di essere assistito dal punto di vista medico sanitario» a causa di un quadro clinico preoccupante confermato dai medici di Rebibbia: «Confido che la Corte accolga la mia istanza per la nomina di un consulente per valutare la sua capacità di stare a processo», ha spiegato l’avvocato sottolineando che il suo assistito si trova in isolamento da 9 mesi. «Potrebbe essere anche uno stato transitorio legato al lungo isolamento ma le relazioni dei medici confermano il mio assunto».

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