Cronaca. Lugo, una vita in simbiosi finita nel silenzio: chi erano Riccardo e mamma Luisella

Dietro la porta del civico 123 di via Risorgimento, dove l’altro ieri sera è stata fatta la macabra scoperta, si celava l’epilogo di un’esistenza vissuta in totale simbiosi. Le vittime del dramma della solitudine che ha sconvolto Lugo hanno ora un nome e una storia: sono Riccardo Maceroni e l’anziana madre Luisella Pirazzoli, uniti nella vita quotidiana così come nel tragico destino che li ha colti all’interno del loro appartamento.

Riccardo Maceroni era un uomo che aveva scelto di dedicare interamente la propria esistenza alla famiglia. Da molti anni aveva lasciato il lavoro, rinunciando alla carriera per diventare il pilastro assistenziale dei genitori. Dopo la morte del padre, avvenuta poco tempo fa, era rimasto l’unico punto di riferimento per la madre Luisella. L’anziana donna versava in condizioni di estrema fragilità: affetta da un severo deficit cognitivo e quasi impossibilitata a deambulare, dipendeva completamente dalle cure del figlio per ogni necessità primaria.

I due vivevano al secondo e ultimo piano di una palazzina del centro priva di ascensore e montascale, una barriera architettonica che, unita al carattere schivo e riservato di Riccardo, aveva contribuito a isolare ulteriormente il nucleo familiare. I vicini lo descrivono come una persona discreta, la cui assenza non ha destato immediato allarme proprio per le sue abitudini silenziose.

La ricostruzione di chi abitava accanto a loro restituisce l’immagine di un dramma consumatosi lentamente, tra indizi non colti e il rispetto per quella riservatezza. Un dirimpettaio ha raccontato di non averli visti per molti giorni, ma l’assenza di rumori o odori sospetti non aveva fatto presagire il peggio. Eppure, i segnali del tempo che si era fermato in quella casa erano presenti: la cassetta della posta ormai piena e un pacchetto regalo, lasciato da una vicina del primo piano davanti alla loro porta il 20 dicembre, rimasto intatto sullo zerbino.

Secondo quanto emerso, la morte di Riccardo potrebbe risalire alla seconda decade di dicembre, isolando la madre in una prigionia domestica senza via d’uscita, incapace di usare il telefono o chiedere soccorso. L’ultimo contatto dell’uomo con il condominio risaliva al 25 novembre, per questioni amministrative, mentre l’ultimo avvistamento da parte di un parente era datato 8 dicembre. Da quel momento, madre e figlio sono scivolati nel buio, lasciando sgomenti i residenti della palazzina per una tragedia avvenuta a pochi metri dalle loro vite, nell’invisibilità più totale.

Leggi anche:

Cronaca. Ravenna, dramma della solitudine a Lugo: madre e figlio trovati senza vita in casa