Un gruppo di attivisti ha occupato oggi il Palasharp, storico palazzetto dello sport milanese in disuso dal 2011, in segno di protesta contro le Olimpiadi invernali. L’azione è stata rivendicata dal Comitato olimpiadi insostenibili, già promotore della contestazione alla fiaccola olimpica davanti all’Università Statale e della manifestazione prevista per sabato.
La struttura, di proprietà del Comune, era stata costruita dopo la nevicata del 1985 che fece crollare il vecchio palazzo dello sport. Con una capienza di ottomila posti, il Palasharp fu per anni il principale impianto sportivo cittadino, casa dell’Olimpia Milano e sede di concerti ed eventi politici, prima di essere progressivamente abbandonato in seguito all’apertura del Forum di Assago.
Tra le ipotesi di riqualificazione era stata valutata anche la possibilità di ospitare le gare di hockey femminile di Milano-Cortina 2026, opzione poi scartata per gli elevati costi di ristrutturazione a favore di due padiglioni di Rho Fiera.
Gli occupanti hanno annunciato sui social che il palazzetto sarà il loro campo base fino a domenica 8 febbraio per le mobilitazioni contro quelli che definiscono i giochi olimpici invernali piu insostenibili e indesiderabili di sempre. Gli attivisti denunciano l’abbandono di spazi pubblici in attesa di privatizzazione, a poche centinaia di metri dal luogo della cerimonia inaugurale.












