Cronaca. Molestie al RiminiComix: assolto il ventenne accusato di aver palpeggiato una cosplayer

Si chiude con una sentenza di assoluzione il caso giudiziario legato a un episodio di cronaca avvenuto nell’estate del 2024 a Rimini. Un giovane di 20 anni, di origine tunisina, è stato scagionato dall’accusa di aver molestato una trentunenne impegnata come cosplayer durante la nota kermesse dedicata al fumetto. Il tribunale, nella seduta odierna di giovedì 15 gennaio 2026, ha stabilito che il ragazzo non ha commesso il fatto, mettendo fine a un procedimento che vedeva la Procura richiedere una pena detentiva significativa.

La vicenda risale alla serata del 21 luglio 2024, nel cuore di piazzale Fellini. Secondo la denuncia presentata dalla vittima, la donna sarebbe stata apostrofata con pesanti insulti sessisti e palpeggiata nelle parti intime mentre si trovava tra la folla della manifestazione. Al momento del fatto, l’imputato era in compagnia di un altro giovane, il quale era riuscito a far perdere le proprie tracce non appena gli agenti di Polizia erano intervenuti sul posto.

Durante il dibattimento, la tesi sostenuta dall’avvocato difensore Matteo Paruscio si è rivelata decisiva. La difesa ha dimostrato che, nella dinamica degli eventi, l’imputato non occupava la posizione fisica adiacente alla donna e che, di conseguenza, l’autore materiale della molestia doveva essere necessariamente l’altro soggetto rimasto non identificato. Nonostante la ricostruzione della trentunenne, che indicava nel ventenne il responsabile degli abusi, la mancanza di prove certe sulla sua identità di aggressore ha portato i giudici a una decisione differente rispetto alle richieste dell’accusa.

Il sostituto procuratore Luca Bertuzzi aveva infatti sollecitato per il giovane una condanna a tre anni di reclusione, sottolineando la gravità del comportamento denunciato. Tuttavia, l’incertezza sulla reale responsabilità del ragazzo, evidenziata dal fatto che tra i due giovani presenti era l’altro quello più vicino alla vittima, ha condotto alla formula assolutoria. Con la sentenza di oggi cala definitivamente il sipario sulle responsabilità penali del ventenne, mentre rimane senza volto l’autore della molestia compiuta ormai un anno e mezzo fa.