Mondaino, il vicesindaco ‘silurato’ rompe il silenzio: “Cacciato perché ero una voce scomoda”

Il terremoto politico che ha scosso il Comune di Mondaino nelle scorse ore non accenna a placarsi, anzi, si arricchisce di un nuovo, aspro capitolo. Dopo la decisione della sindaca Luisella Mele di revocare le deleghe al suo vice, Aron Gambelli, è proprio l’ormai ex amministratore a passare al contrattacco, affidando ai social network una dura disamina di quanto accaduto e svelando i retroscena della rottura.

Gambelli non ha usato mezzi termini per descrivere la sua estromissione dalla giunta, definendola l’epilogo di mesi di tensioni interne mai risolte. Secondo la sua versione, il rimpasto non sarebbe una mossa strategica per il bene del paese, bensì un metodo per eliminare chi solleva problemi invece di nasconderli. L’ex vicesindaco ha sostenuto di aver pagato il prezzo di essere diventato una “voce scomoda”, colpevole di aver evidenziato criticità con spirito che lui definisce costruttivo, ma che evidentemente è stato recepito come un ostacolo da rimuovere piuttosto che come uno spunto di riflessione.

Nel suo lungo sfogo, Gambelli è entrato nel merito delle questioni che avrebbero fatto traboccare il vaso. Ha puntato il dito contro la prosecuzione di linee politiche fortemente contestate anche all’interno della stessa maggioranza: dalla gestione della viabilità nel centro storico alla controversa decisione di vendere lo scuolabus, fino al continuo rinvio degli incontri con i quartieri, sintomo – a suo dire – di una mancanza di confronto reale con cittadini e operatori.

L’ex numero due del Comune ha inoltre lanciato un monito sulla stabilità futura dell’amministrazione. Ha ricordato come il clima pesante avesse già portato alle dimissioni dell’assessora Dubois, suggerendo che la sua cacciata potrebbe non essere l’ultimo atto di questa crisi. Per Gambelli, la scelta di silenziare il dissenso rappresenta una sconfitta non per il singolo politico, ma per l’intera comunità di Mondaino, che ora attende di capire come verranno ridisegnati gli equilibri di governo e se la maggioranza avrà ancora i numeri e la coesione per proseguire il mandato.