Il tribunale di Rimini è tornato oggi, lunedì 12 gennaio 2026, al centro dell’attenzione mediatica per la settima udienza del processo legato alla morte di Pierina Paganelli. L’unico imputato rimane Louis Dassilva, il cittadino senegalese su cui si concentrano le accuse, ma la giornata odierna è stata segnata dalla testimonianza chiave di Ezio Denti. L’investigatore privato e criminologo, che in una prima fase delle indagini era stato incaricato da Manuela Bianchi, da suo fratello Loris e dallo stesso Dassilva per svolgere accertamenti paralleli, ha offerto una ricostruzione che mette in discussione l’impianto accusatorio, soffermandosi in particolare sulla mancanza di elementi psicologici e materiali decisivi.
Prima di fare il suo ingresso in aula davanti alla Corte d’Assise, Denti ha espresso chiaramente la propria posizione narrativa, ribadendo di non ritenere Dassilva il responsabile del delitto. Secondo l’investigatore, mancherebbe infatti un movente passionale solido: Dassilva gli avrebbe sempre assicurato di non aver mai nutrito un reale interesse amoroso per Manuela Bianchi, liquidando il loro legame come un banale rapporto di vicinato. Per il criminologo, questa assenza di un profondo coinvolgimento sentimentale rende improbabile che l’imputato possa aver agito spinto da una gelosia tale da commettere un omicidio.
Il focus della deposizione si è poi spostato sulla figura di Loris Bianchi. Ezio Denti ha evidenziato diverse perplessità riguardo al comportamento dell’uomo, segnalando alcune discordanze tra le versioni fornite privatamente a lui e quelle diffuse pubblicamente attraverso i media. Tali incongruenze riguarderebbero, tra le altre cose, la gestione di alcune fotografie ritenute significative per il caso. Sebbene l’investigatore abbia precisato che queste anomalie non rappresentano indizi di colpevolezza diretti, le ha comunque definite come aspetti poco chiari che meritano un’analisi approfondita per far luce sulle ombre che ancora avvolgono la vicenda.
Un altro punto nodale toccato da Denti riguarda il clima di tensione tra i protagonisti della vicenda. L’investigatore ha riportato alla memoria episodi di forte irritazione manifestati da Loris Bianchi nei confronti della vittima, scaturiti apparentemente da alcune accuse che Pierina Paganelli avrebbe rivolto all’uomo. Questo scenario, delineato oggi in aula, contribuisce a mantenere alta l’incertezza su un caso che, nonostante il processo in corso, continua a presentare numerosi punti interrogativi sia sulla dinamica che sulle reali responsabilità dei soggetti coinvolti.











