Il violento sistema perturbato che sta colpendo il litorale adriatico ha generato nelle ultime ore condizioni meteo-marine di eccezionale intensità, portando il mare a livelli di agitazione raramente osservati nel bacino settentrionale. Secondo le rilevazioni effettuate dalla boa Nausicaa2 di Arpae Emilia-Romagna, situata a circa sei chilometri dalla costa di Cesenatico, nel primo pomeriggio di oggi, giovedì 26 marzo 2026, è stata misurata un’onda massima che ha sfiorato i sei metri, attestandosi precisamente a 5,94 metri alle ore 14:00. Anche il dato relativo all’onda significativa, ovvero la media del terzo più alto delle onde rilevate, ha confermato la gravità della mareggiata toccando i 3,42 metri intorno alle 13:30.
L’origine di questo fenomeno, non comune per le dinamiche del Nord Adriatico, è da attribuire alla forza e alla rotazione dei venti che hanno sferzato l’intera area. Le correnti d’aria hanno iniziato a soffiare inizialmente da Nord-Ovest, per poi virare progressivamente verso Nord e infine Nord-Est, intensificando il moto ondoso. Se in mare aperto la potenza del vento ha raggiunto picchi ancora più elevati, i dati raccolti dalle centraline di 3BMeteo lungo la fascia costiera restituiscono l’immagine di una giornata di vera tempesta.
Le raffiche più intense sono state registrate a Rimini, dove il vento ha toccato gli 88,2 chilometri orari, pari a circa 48 nodi. Valori molto simili sono stati rilevati a Marina di Ravenna con 86,9 km/h e a Riccione con 85,2 km/h. Leggermente più contenute, ma comunque significative, le raffiche che hanno interessato Lido degli Estensi, con un massimo di 67,6 km/h, e Cattolica, dove la velocità dell’aria si è attestata sui 66 km/h.
La combinazione tra la spinta del vento e l’altezza delle onde sta mettendo a dura prova le infrastrutture balneari e le difese costiere, in attesa che l’energia della perturbazione inizi a scemare nelle prossime ore.











