Cronaca. Osimo, festa di compleanno sfiora la strage: 12 intossicati da monossido, l’incubo dei sopravvissuti: Poteva finire come a Crans Montana

Poteva trasformarsi in un’ecatombe la festa di compleanno organizzata l’altro ieri, giorno dell’Epifania, nei locali della bocciofila parrocchiale di Casenuove, popolosa frazione di Osimo. Dodici persone, tra cui sette bambini e una neonata di appena tre mesi, sono rimaste intossicate dalle esalazioni di monossido di carbonio, vivendo attimi di terrore che hanno riportato alla mente la recente tragedia di Crans Montana. Se in Svizzera il nemico era stato il fuoco, qui il killer silenzioso e inodore ha rischiato di uccidere un’intera comitiva riunita per celebrare i 42 anni di un familiare.

La cronaca di un pomeriggio di festa tramutatosi in incubo inizia dopo pranzo, quando nel locale di via San Vicino, affittato per l’occasione da un residente del quartiere, erano presenti circa venticinque invitati tra musica e dolci della Befana. I primi segnali d’allarme sono arrivati dai più piccoli: cinque bambini, tra cui due fratellini di Fabriano e una bimba di Porto Recanati, si sono addormentati profondamente nei pressi della caldaia. Contemporaneamente, alcuni adulti hanno iniziato ad accusare forti mal di testa, nausea e vertigini inspiegabili.

A lanciare l’allarme è stata Elena Brusca, una delle invitate, la cui lucidità è stata determinante per evitare il peggio. La donna ha raccontato ai soccorritori di aver percepito un odore sospetto appena entrata e di essersi poi sentita come ubriaca pur non avendo toccato alcolici. Svenuta due volte nel tentativo di soccorrere la figlia trentaquattrenne, anch’ella colta da malore, è riuscita a far scattare l’evacuazione. Nelle sue parole, riportate in forma narrativa, emerge tutto lo sgomento per quanto accaduto: bastava una scintilla, ha riferito con il volto segnato dalla maschera dell’ossigeno, per replicare il dramma del “Le Constellation” in terra elvetica.

La macchina dei soccorsi si è mossa con imponenza, nonostante le difficoltà causate dalla neve che ha bloccato molte strade. Una vera task force composta da ambulanze del 118, automediche e Vigili del Fuoco è confluita sul posto. Un mezzo 4×4 della Croce Gialla ha persino dovuto recuperare un’équipe di rianimatori bloccata a Fabriano. Dopo le prime cure prestate al Pronto Soccorso di Torrette e all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona, dove è stata attivata l’Unità di crisi, si è reso necessario il trasferimento urgente dei pazienti.

Nella notte, una colonna di dodici ambulanze scortate dalla Polizia Stradale è partita alla volta del Centro Iperbarico di Ravenna, l’unica struttura in grado di fornire i trattamenti specifici per smaltire l’intossicazione. Fortunatamente nessuno risulta in pericolo di vita, sebbene le condizioni di due nonni siano apparse più serie. I primi accertamenti tecnici dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri di Osimo hanno individuato l’origine della fuga di gas in un probabile malfunzionamento della caldaia, forse dovuto a un tubo difettoso dell’impianto rimasto acceso fin dal mattino.