Cronaca. Pedopornografia, maxi inchiesta della Procura di Milano: “Sul web cataloghi secondo i gusti dei clienti”

Sul web ci sono dei “seller” sulla pedopornografia, che offrono un “catalogo vero e proprio di bambini” con “caratteristiche” che vengono scelte e selezionate dai “clienti” in base al proprio “gusto”. Così gli agenti della polizia postale e del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online nella conferenza stampa in Procura a Milano sull’operazione che ha portato ai 2 arresti in flagranza e altri 4 indagati. Hanno preso la parola il direttore della polizia postale e delle comunicazioni, Ivano Gabrielli, la dirigente del Cosc Manuela De Giorgi, e la direttrice della II divisione del Cosc, Rosaria Romano. Gli investigatori hanno spiegato come le indagini abbiano ricostruito come i clienti fornissero da remoto anche “terribili indicazioni” su “età”, “abbigliamento” e “trucco” e la scena” che avrebbero gradito sui minori. Informazioni che venivano impartite “all’abusante”, “spesso figure femminili” dell’ambito familiare in Paesi ad elevati tassi di povertà nel Sud Est Asiatico, che poi fornivano le “live streaming” in cambio di “piccole somme di denaro” (15 dollari in quelle che nel gergo del web vengono chiamate “tips”, mance) versate con “sofisticati strumenti di pagamento” (anche criptovalute). Soldi che venivano incassati da società operanti i quei Paesi, formalmente dedite alla gestione di siti pornografici standard.

Era su questi che avveniva “l’aggancio” fra clienti italiani e produttori (anonimi), a cui però la Procura contesta il reato in concorso e aggravato, punito con pene a partire dai 9 anni, proprio per la peculiarità della vicenda. Il cliente “non solo comprava lo spettacolo – è stato detto – ma dava indicazioni su come doveva essere svolto, concorrendo nell’abuso sessuale“. Le vittime, in media, sono bambini di età ricompensa fra i 6 e i 14 anni, ma c’è anche un caso di un bambino di circa 2 anni. L’indagine, condotta anche con la collaborazione di Europol e scambio di informazioni con gli Stati Uniti, è iniziata nel 2024 ed è stata in grado di “de-anomizzare” le “transazioni finanziarie” che erano anche state oggetto di segnalazioni di operazioni sospette da parte di Banca d’Italia e dare “un’identità” a “nickname” e “stringe alfanumeriche” con cui clienti si mascheravano sulla rete per effettuare i propri acquisti. Nessuno dei 2 arrestati e dei 4 indagati a piede libero ha precedenti per Pedopornografia o per altri reati.

La procura: “Filmati abusi anche su bimbi di 2 anni

Violenze sessuali su commissione di clienti italiani anche su bambini di “2 anni” del “Sud Est asiatico”, che vengono filmate e vendute in rete per “15 dollari” con la “complicità dei familiari delle vittime”, in quella che appare come una “industria dell’abuso minorile”. È quanto emerso nella conferenza stampa in Procura a Milano in cui il Procuratore, Marcello Viola, la procuratrice aggiunta Letizia Mannella e il pm Giovanni Tarzia con gli investigatori della polizia postale hanno diffuso alcuni dettagli dell’inchiesta per detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico e per concorso nelle violenze sessuali su minori “a distanza” che ha portato all’arresto di due uomini italiani e a indagare su altri 4. Secondo quando riferito, l’indagine partita da uno scambio di informazioni con la Homeland Security Investigation, la struttura delle forze di polizia americane che si dedicano al contrasto della Pedopornografia, presente in Italia con un ufficiale di collegamento, ha svelato l’esistenza di un “mercato con dimensione internazionale” delle violenze sessuali su minori riprese con le telecamere e vendute online che, in alcuni casi, possono evolvere anche in “turismo sessuale” con i clienti occidentali che si “recano sul posto” o immaginano di farlo

Violenza sessuale su minori online, 2 arresti e 6 indagati

Due uomini sono stati arrestati e altre 6 persone sono state denunciate per violenza sessuale online “a distanza” ai danni di minori in un’inchiesta della Procura di Milano con la polizia postale per detenzione e divulgazione di una “ingente” quantità di “materiale pedopornografico”. In manette un 47enne di Trento e un 31enne di Reggio Calabria mentre gli altri sei indagati, tutti di età compresa, fra i 47 e i 57 anni, e residenti nelle province di Roma, Latina, Brescia e Milano. Nel corso dell’indagine, condotta dagli uomini del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online della Polizia Postale, è stato “sequestrato un importante quantitativo di materiale informatico, che verrà sottoposto ad analisi per ricostruire i fatti di indagine” fa sapere il Procuratore di Milano, Marcello Viola, in una nota, con l’obiettivo di identificare ulteriori soggetti e minori coinvolti. Un trentino di 47 anni è stato arrestato dalla polizia postale di Milano nell’ambito di una inchiesta della procura del capoluogo lombardo e condotta dal Centro nazionale per il contrasto alla Pedopornografia. L’uomo è stato arrestato assieme a un 31enne residente a Reggio Calabria.

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