Cronaca. Pesaro, finto sexy shop della “Carlina” in centro: il “pesce d’aprile” beffa i residenti

La tradizionale goliardia del primo di aprile ha colpito ancora una volta le vie del centro storico cittadino. Nella prima mattinata di ieri, la nota voce radiofonica locale Elio Giuliani ha organizzato una messa in scena che ha tratto in inganno numerosi passanti, simulando la prossima apertura di un negozio per adulti in un locale sfitto situato lungo via Branca.

Con la complicità del direttore della sua attuale emittente, Massimo Terenzi, l’ideatore della burla ha affisso alle sette del mattino, sfidando le forti raffiche di vento, alcuni cartelloni goliardici. I manifesti promettevano di ravvivare le sorti di un’area pedonale da molti considerata poco vitale, annunciando l’inaugurazione di un’attività a luci rosse ribattezzata per l’occasione in modo pittoresco. Per rendere la scenografia ancor più credibile e d’impatto, la maniglia della porta di ingresso è stata addobbata con dei vistosi palloncini rossi.

L’allestimento ha suscitato reazioni immediate e ampiamente contrastanti tra i cittadini. Mentre le immagini della finta vetrina invadevano rapidamente le bacheche dei social network suscitando l’ilarità degli studenti in transito, non sono mancati momenti di vera e propria indignazione. L’autore dello scherzo ha infatti appreso che alcuni residenti si sono rivolti alle associazioni di categoria per protestare contro le presunte autorizzazioni concesse dall’ente comunale per un simile esercizio commerciale. Al contrario, altri avventori hanno apprezzato ironicamente la comodità logistica del finto negozio rispetto alla propria abitazione.

L’esperimento si è però concluso bruscamente intorno all’ora di pranzo, quando un passante infastidito ha strappato le affissioni di carta, replicando di fatto la reazione rabbiosa avvenuta l’anno precedente a seguito di un altro scherzo riguardante il finto cambio di nome della piazza principale.

Lo speaker radiofonico non è nuovo a questo genere di provocazioni, che porta avanti da oltre quattro decenni prendendo spesso di mira le abitudini della comunità pesarese. Tra le trovate più memorabili del suo lungo repertorio figurano la finta distribuzione municipale di gabbiette e frustini per catturare le zanzare, oppure l’ideazione di un velocipede dotato di tazza igienica per denunciare pubblicamente la carenza di servizi sanitari nel cuore della città. Ancora viva nella memoria locale resta inoltre la finta trasferta romagnola della squadra di pallacanestro cittadina alla fine degli anni Ottanta, che spinse decine di tifosi a preparare i viveri per un viaggio del tutto inesistente.