Cronaca. Pesaro, inchiesta affidamenti: sette ore di interrogatorio per Santini, spuntano nuovi nomi e retroscena

Si allarga il perimetro dell’indagine che sta scuotendo i palazzi della politica pesarese. Nella giornata di ieri, giovedì 15 gennaio, Massimiliano Santini, figura chiave ed ex stretto collaboratore dell’ex sindaco Matteo Ricci, è stato sottoposto a un lunghissimo interrogatorio presso il comando della Guardia di Finanza.

Il faccia a faccia con la Procura, rappresentata dalla pm Maria Letizia Fucci, è durato ben sette ore. Santini, indagato per corruzione in concorso con l’attuale europarlamentare del Partito Democratico – Matteo Ricci (PD) appunto – nell’ambito dell’inchiesta sui presunti affidamenti diretti del Comune tra il 2019 e il 2024, ha risposto alle domande degli inquirenti subito dopo il deposito di una perizia tecnica. L’audizione, infatti, è stata calendarizzata a seguito dell’analisi forense effettuata dal consulente della Procura sul telefono e sulla sim dell’indagato, un accertamento richiesto dalla difesa per recuperare messaggi e conversazioni ritenuti fondamentali.

Al termine del confronto, il legale di Santini, l’avvocato Gioacchino Genchi, ha tracciato un quadro di quanto emerso, lasciando intendere sviluppi significativi. Il difensore ha riferito che durante il colloquio si è fatta luce su circostanze inedite, portando all’attenzione degli inquirenti nuovi nominativi e fatti che finora erano rimasti ai margini dell’inchiesta. Secondo la linea difensiva, il materiale estrapolato dalle chat con l’ex primo cittadino sarebbe utilizzabile processualmente, pur rimandando al Parlamento Europeo la competenza sulle autorizzazioni riguardanti Ricci. Il legale ha inoltre descritto uno scenario amministrativo caratterizzato da una gestione delle risorse pubbliche che ha definito dissennata e priva di adeguati controlli di legalità, sia tecnici che politici.

L’inchiesta, che coinvolge a vario titolo 25 persone, si concentra su un flusso di denaro pubblico di circa 600mila euro destinato a due associazioni riconducibili a Stefano Esposto. Con l’acquisizione di questi nuovi elementi, il lavoro degli investigatori sembra avviarsi verso le battute finali: salvo imprevisti, la chiusura delle indagini è attesa per il mese di aprile, senza ulteriori proroghe.