Cronaca. Pesaro, raid vandalico notturno al cimitero: tombe imbrattate, danni ingenti

Il cimitero centrale di via Mirabelli a Pesaro è stato teatro di un gravissimo attacco vandalico. La sconcertante scoperta ha portato alla luce decine di tombe profanate, fotografie dei defunti rovinate e una serie di disegni osceni tracciati con vernice spray sulle lapidi. Un oltraggio senza precedenti che ha immediatamente scatenato la profonda indignazione delle famiglie coinvolte.

Ad agire sono stati ignoti armati di bombolette di colore fucsia e arancione. I malviventi si sono accaniti principalmente sull’ala più recente della struttura, concentrando la loro furia distruttiva sia al piano terra che al primo piano del Padiglione dei fiori. Sui marmi sono comparsi messaggi farneticanti e sconnessi tra loro: dalle bestemmie alle stelle a cinque punte, fino a frasi inneggianti a figure come Adolf Hitler, Satana e Massimo Bossetti. Per muoversi liberamente all’interno degli spazi, gli autori dello scempio hanno anche forzato la serratura che delimita un’area attualmente cantierizzata.

Le indagini sono state subito prese in carico dai carabinieri, a seguito della formale denuncia sporta da Aspes, la società partecipata comunale che gestisce i servizi cimiteriali. I militari dell’Arma stanno acquisendo i filmati dell’impianto di videosorveglianza, sebbene si ipotizzi che i responsabili possano aver agito con il volto coperto per non essere riconosciuti. Resta da chiarire se il gruppo si sia introdotto furtivamente scavalcando le recinzioni durante la notte o se si fosse nascosto all’interno prima dell’orario di chiusura serale. Al momento, l’unico reperto materiale recuperato dagli investigatori è una singola bomboletta spray, rinvenuta gettata all’interno di un bidone della spazzatura.

I vertici di Aspes hanno tracciato un bilancio pesantissimo dell’incursione. Il presidente Luca Pieri ha stimato danni per svariate decine di migliaia di euro, sottolineando come l’azione debba considerarsi un gesto deliberato e altamente offensivo, ben lontano da una banale bravata giovanile. In stretto contatto con il sindaco Andrea Biancani, l’ente ha già fatto partire le primissime operazioni di pulitura in vista dell’avvicinarsi delle festività pasquali. Il direttore generale Antonio Muggittu ha però precisato che il ripristino totale dei luoghi richiederà diverse settimane di lavoro, rendendo indispensabile l’intervento di ditte specializzate per rimuovere le tinte chimiche in modo sicuro.

L’episodio ha generato una ferma condanna anche da parte degli esponenti politici locali. L’ex primo cittadino Matteo Ricci ha espresso massima vicinanza ai familiari dei defunti, definendo l’imbrattamento con simboli nazisti e frasi d’odio un gesto ignobile che colpisce direttamente i valori fondanti della comunità. Sulla stessa linea è intervenuto Massimiliano Nardelli, coordinatore cittadino di Noi Moderati, il quale ha inquadrato l’evento come l’apice di un perdurante clima di insicurezza urbana, sollecitando un potenziamento immediato dei presidi delle forze dell’ordine e un rafforzamento delle telecamere nelle zone più sensibili.