Cronaca. Pesaro, trovata in un mercatino umbro la bolla papale sull’omicidio: restituito il documento del 1673

Una preziosa bolla papale del 1673, che autorizzava messe in un luogo segnato da un omicidio, è tornata ufficialmente nel patrimonio dell’Arcidiocesi di Pesaro. La cerimonia di restituzione si è svolta mercoledì, alla presenza dell’Arcivescovo, e ha concluso una vicenda iniziata nel 2018, quando il documento fu scoperto dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Perugia in vendita su una bancarella in Umbria.

Il manoscritto era stato intercettato durante un controllo mirato al mercato mensile dell’antiquariato di Campello sul Clitunno, in provincia di Perugia. Posto in vendita su uno stand, il suo valore è apparso subito evidente ai militari specializzati. Sono così scattate le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Spoleto, che, grazie anche alla collaborazione con la Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria e delle Marche, hanno permesso di certificare senza dubbio l’autenticità e l’inestimabile valore culturale del documento, sottoponendolo alla tutela prevista dalla legge.

Il documento, datato 8 maggio 1673, è una lettera firmata da Papa Clemente X e indirizzata all’allora Vescovo di Pesaro. Con essa, il Pontefice concedeva l’autorizzazione a celebrare nuovamente le messe in un luogo specifico dove, un decennio prima, si era consumato un omicidio. Un dettaglio che conferisce al manoscritto un notevole interesse storico e sociale, offrendo uno spaccato unico della vita ecclesiastica e comunitaria dell’epoca.

La restituzione del bene assume quindi non solo un valore storico, ma anche un forte significato simbolico, riconsegnando alla comunità pesarese una testimonianza tangibile del proprio passato. L’operazione conferma il ruolo cruciale svolto dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, impegnato costantemente su tutto il territorio nazionale per recuperare e salvaguardare tesori che costituiscono la memoria e l’identità del Paese.