Il porto di Ravenna torna a essere snodo dell’accoglienza dopo quasi un semestre di pausa. Questa mattina, la banchina di Fabbrica Vecchia a Marina di Ravenna ha visto l’attracco della nave della Ong Solidaire, giunta a destinazione con a bordo circa 120 persone soccorse in acque internazionali. Si tratta del venticinquesimo sbarco registrato in città dalla fine del 2022 e segna la ripresa degli arrivi dopo un intervallo di circa sei mesi.
L’arrivo dell’imbarcazione umanitaria ha subito un ritardo rispetto alla tabella di marcia originale, che prevedeva l’ingresso in porto nel fine settimana. La navigazione, durata cinque giorni, è stata infatti interrotta da una sosta d’emergenza a Brindisi. La deviazione si è resa necessaria per consentire l’evacuazione medica urgente di una giovane madre di 25 anni, del suo bambino di soli 18 mesi e del fratello della donna, tutti affidati alle cure del pronto soccorso pugliese prima che la nave potesse riprendere la rotta verso l’Adriatico settentrionale.
Le persone sbarcate oggi sono state recuperate nel corso di tre distinti interventi di salvataggio effettuati nel Mediterraneo. Per la Solidaire si tratta del terzo approdo sulle coste ravennati, dopo le missioni completate il 6 maggio e il 14 giugno scorsi. Appena terminate le manovre di ormeggio, la macchina dell’accoglienza si è attivata con il dispiegamento del personale sanitario e delle forze di polizia per le procedure di identificazione e controllo sanitario di rito.
La ripresa degli sbarchi ha riacceso il dibattito politico locale. Il sindaco Alessandro Barattoni ha espresso nei giorni scorsi una posizione critica verso la scelta del Governo di designare nuovamente lo scalo romagnolo come porto sicuro dopo il lungo stop. Il primo cittadino ha contestato le modalità di assegnazione, interpretando la decisione dell’esecutivo come una manovra dettata più da logiche di propaganda che da reali necessità operative.











