Cronaca. Ravenna, blitz in ospedale: sei medici indagati per i certificati anti-rimpatrio

Un’indagine delicata scuote la sanità ravennate e accende i riflettori sul reparto di Malattie Infettive dell’ospedale cittadino. La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo che vede iscritti nel registro degli indagati almeno sei medici, sospettati di aver agevolato cittadini extracomunitari irregolari nell’evitare il trasferimento presso i Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr).

L’attività investigativa, coordinata dai pubblici ministeri Daniele Barberini e Angela Scorza, ha avuto un’accelerazione nella giornata di ieri. Gli agenti della Polizia di Stato hanno effettuato un accesso mirato all’interno della struttura ospedaliera per acquisire materiale informatico. L’attenzione degli inquirenti si è concentrata sui dispositivi elettronici, computer e telefoni, alla ricerca di chat, email o comunicazioni che possano comprovare un sistema illecito.

Il nodo centrale dell’inchiesta riguarda la correttezza dei certificati medici, documenti indispensabili per autorizzare l’accompagnamento dei migranti irregolari verso i centri di espulsione. L’ipotesi al vaglio della magistratura è che i sanitari coinvolti abbiano redatto referti dolosamente incompleti o del tutto arbitrari, attestando patologie o condizioni di salute incompatibili con il trattenimento nei Cpr. In questo modo, secondo l’accusa, si sarebbe bloccato l’iter amministrativo per l’espulsione di diversi soggetti stranieri privi di titolo di soggiorno. Le analisi sul materiale sequestrato serviranno ora a chiarire se vi sia stata una sistematica falsificazione delle diagnosi.