La crisi energetica provocata dal conflitto in Iran inizia a manifestarsi concretamente anche nel Ravennate. Un test condotto ieri mattina da RavennaToday su dieci distributori della città ha rivelato che in tre impianti il carburante risultava parzialmente o totalmente esaurito.
Dopo l’impennata dei prezzi di diesel e benzina, cominciano ora a sorgere i primi dubbi sulla disponibilità delle scorte. In uno dei distributori controllati nella mattinata di ieri, sia la benzina che il gasolio risultavano momentaneamente non disponibili. In altri due punti vendita era esaurito soltanto il diesel oppure la benzina senza piombo.
Una situazione a macchia di leopardo
Il fenomeno non sembra concentrarsi su un marchio specifico ma coinvolge diverse insegne. Negli altri sette distributori verificati erano invece accessibili tutti i tipi di carburante. Una situazione che si aggiunge all’aumento dei prezzi alla pompa, al momento contenuto dal taglio delle accise prorogato fino al primo maggio.
Anche gli aeroporti in difficoltà
Il problema della scarsità di carburante si sta estendendo anche al settore aeroportuale. Negli ultimi giorni alcuni scali italiani hanno adottato misure di contenimento per mancanza di rifornimenti. Il caso più recente riguarda l’aeroporto di Brindisi, dopo che nei giorni precedenti l’operatore Air Bp Italia aveva annunciato una distribuzione contingentata per i voli sugli scali di Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna.
L’Enac, Ente nazionale per l’aviazione civile, ha attribuito le limitazioni al traffico più intenso registrato durante le festività pasquali, ma appaiono evidenti anche i primi effetti del blocco dello Stretto di Hormuz.
L’appello per le estrazioni in Adriatico
Di fronte a questo scenario, Giannantonio Mingozzi, esponente repubblicano ravennate, ha lanciato un appello per la ripresa delle estrazioni in Adriatico. “Non sono prevedibili tempi e lievitazioni dei prezzi nelle condizioni attuali di conflitti e guerre che persistono, ma proprio per questo occorre mettere in campo subito tutte le risorse che un Paese come l’Italia può offrire”, ha dichiarato.
Mingozzi ha sottolineato la gravità delle previsioni di rincaro per i prossimi mesi, che parlano di un aumento del 40% per il gas e del 13% per l’elettricità. “Gli scenari che si prospettano sono drammatici e ancora più gravi se dovesse persistere il blocco dello Stretto di Hormuz e le difficoltà di transito nel Mar Rosso”, ha aggiunto.
Secondo il rappresentante del Pri, il sistema industriale italiano rischia di dover rinunciare a parti della produzione con gravi conseguenze per l’occupazione e i redditi familiari. “L’Emilia-Romagna può avere un ruolo fondamentale per aiutare il Paese con le risorse dell’Adriatico, prima che sia troppo tardi per i tempi e la necessità di rimpinguare le nostre riserve”, ha concluso.












