Tornano ad accendersi i riflettori sulla complessa vicenda giudiziaria legata alla morte del noto medico di base Danilo Molducci, avvenuta nel maggio del 2021 nella sua casa di Campiano. Il giudice monocratico Roberta Bailetti ha depositato le motivazioni della sentenza che ha inflitto tre mesi di reclusione, con pena sospesa, alla collaboratrice domestica cinquantacinquenne di origine romena, Elena Vasi Susma. Al centro del provvedimento vi è l’accusa di falso per la contraffazione delle ricette mediche utilizzate per l’acquisto di farmaci.
Nelle argomentazioni del tribunale viene respinta con decisione la tesi difensiva secondo cui si sarebbe trattato di un atto privo di reale offensività. Il magistrato ha sottolineato come la falsificazione della firma del professionista non possa essere archiviata come un “falso innocuo”, specialmente considerando la tipologia dei medicinali procurati. Si trattava infatti di sostanze contenenti principi attivi psicotropi, la cui erogazione è sottoposta a rigidi controlli e richiede tassativamente una valida prescrizione medica.
La donna, durante il processo, non ha negato la paternità materiale delle ricette, giustificando il proprio operato come una necessità dettata dalle condizioni di salute del medico assistito. Secondo la sua versione, avrebbe compilato i documenti sotto dettatura poiché Molducci, gravemente malato, non sarebbe stato più in grado di apporre la propria firma. Una ricostruzione che non ha convinto il giudice, anche alla luce dell’origine dell’indagine: furono infatti due farmacie ravennati a segnalare le anomalie, insospettite dalla frequenza degli acquisti e dai quantitativi di farmaci richiesti, ritenuti eccessivi.
Questo filone processuale si inserisce nel più ampio quadro dell’inchiesta per omicidio che aveva visto imputati la stessa collaboratrice e il figlio del medico. Per quell’accusa principale entrambi sono stati assolti in primo grado, sebbene penda ancora il ricorso della Procura in merito alla posizione dell’erede. Per quanto riguarda invece la condanna per falso, i legali della cinquantacinquenne hanno già annunciato l’intenzione di presentare appello.













