Un velo di tristezza ha avvolto la comunità ravennate per la prematura perdita di una giovanissima vita. Giada Cacciatore, studentessa di appena sedici anni, è deceduta pochi giorni fa, sconfitta da una patologia breve ma aggressiva che non le ha lasciato scampo. La notizia ha lasciato increduli parenti, compagni di scuola e i tanti amici che la conoscevano, faticando ad accettare un epilogo così drammatico per una ragazza che aveva festeggiato il suo compleanno solo lo scorso luglio.
Chi la conosceva descrive Giada come una giovane solare e combattiva, capace di affrontare i mesi difficili della malattia con una determinazione sorprendente, senza mai perdere quel sorriso che la caratterizzava anche nelle fotografie scattate durante il percorso di cura. Iscritta all’Engim, coltivava il sogno di diventare parrucchiera, un desiderio che i suoi amici avevano cercato di sostenere con un gesto di grande affetto: lo scorso ottobre, infatti, avevano organizzato una colletta per regalarle una parrucca di capelli veri, per sostituire quella sintetica che le causava fastidio, simbolo tangibile di una solidarietà che non l’ha mai abbandonata.
Il ricordo dello zio, Luca Cacciatore, tratteggia il profilo di un’adolescente piena di interessi e vitalità. Attraverso le sue parole emerge l’immagine di una ragazza socievole, sempre pronta alla battuta, che nel corso della sua breve vita aveva spaziato tra diverse passioni, dal calcio nella squadra femminile del Ravenna Women FC alla danza. Lo zio ha sottolineato come in queste ore il telefono non smetta di squillare, raccogliendo il cordoglio incredulo di insegnanti, compagni delle medie e amici di ogni ambito sportivo frequentato dalla nipote.
La città si prepara ora a darle l’ultimo saluto. La camera ardente è stata allestita presso la struttura ospedaliera cittadina ed è accessibile per le visite per l’intera giornata di oggi. Le esequie si svolgeranno invece nella mattinata di domani, giovedì: il corteo funebre muoverà alle ore 10 verso la basilica di Santa Maria in Porto in via di Roma. Al termine della celebrazione religiosa, i compagni di classe e gli amici hanno previsto un momento toccante con il lancio di palloncini in cielo, prima che il feretro prosegua verso il cimitero di San Bartolo per la sepoltura.












