Cronaca. Ravenna, doppia aggressione in stazione: lavoratrice e viaggiatrice nel mirino, sindacati chiedono sicurezza

Torna prepotentemente al centro delle cronache la questione sicurezza presso lo scalo ferroviario di Ravenna. Nella giornata di ieri, martedì 13 gennaio, si sono registrati due distinti episodi di molestie sessuali ai danni di altrettante donne, riaccendendo le polemiche sulla gestione dell’ordine pubblico nell’area. La denuncia arriva dalla sigla sindacale Fit-Cisl Emilia-Romagna, che ha immediatamente sollecitato un intervento risolutivo da parte delle istituzioni locali.

Stando alla ricostruzione dei fatti, gli episodi si sono verificati nella mattinata di ieri. La prima vittima è stata un’addetta della società Mast, impegnata nelle attività di appalto ferroviario: la donna è stata inseguita e palpeggiata da un uomo senza fissa dimora che frequenta abitualmente la zona. Soltanto il pronto intervento di un collega ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente. Poco dopo, lo stesso soggetto avrebbe importunato anche una viaggiatrice di passaggio. I rappresentanti dei lavoratori sottolineano come l’autore dei gesti sia un volto già noto, protagonista di episodi analoghi avvenuti a fine dicembre e nei primi giorni dell’anno nuovo.

La posizione del sindacato è netta: viene definita inaccettabile la presenza di un individuo ritenuto pericoloso all’interno dello scalo, evidenziando come i semplici provvedimenti di divieto di accesso si stiano rivelando inefficaci. Secondo la Fit-Cisl, tali misure spostano semplicemente il problema di pochi metri senza offrire una reale tutela a chi lavora e viaggia. Viene inoltre segnalato un contesto di degrado più ampio, caratterizzato dalla presenza costante di gruppi di giovani che disturbano sistematicamente i presenti e dall’intrusione notturna di estranei nelle sale d’attesa, nonostante la chiusura teorica della stazione nelle ore più tarde.

Di fronte all’inefficacia delle misure attuali, che hanno visto anche l’introduzione di body cam e un incremento della vigilanza privata, l’organizzazione sindacale ha richiesto un incontro urgente con Prefettura e Comune, ribadendo che la tecnologia non può sostituire un presidio fisico costante delle forze dell’ordine. Nel frattempo, è stato ricordato ai lavoratori il diritto di avvalersi della “Stop work authority”, ovvero la facoltà di interrompere il servizio e allontanarsi immediatamente qualora si percepisca un rischio per la propria incolumità.