Cronaca. Ravenna, inchiesta certificati medici ai migranti: Cisl blinda i dottori

Il sindacato dei camici bianchi scende in campo per tutelare la categoria nel mezzo della bufera giudiziaria che ha investito l’ospedale “Santa Maria delle Croci”. Cisl Medici ha preso posizione oggi in merito all’indagine che vede coinvolti almeno sei professionisti sanitari, finiti nel mirino della Procura per il rilascio di certificazioni di inidoneità al rimpatrio a cittadini stranieri.

L’episodio chiave risale a giovedì scorso, quando gli inquirenti hanno effettuato perquisizioni informatiche all’interno del reparto di Malattie Infettive. Di fronte a questo scenario, la sigla sindacale ha espresso piena fiducia nell’operato della magistratura, ma ha contestualmente respinto ogni tentativo di strumentalizzazione politica e condannato i processi mediatici preventivi. Il messaggio centrale è chiaro: l’atto medico ha come unico fine la cura della persona e deve essere esercitato in totale autonomia e libertà, condizioni essenziali quando si prendono decisioni che impattano sulla vita umana.

Esprimendo solidarietà ai colleghi oggetto delle ispezioni e alle loro famiglie, il sindacato ha sollevato un tema più ampio. L’organizzazione ritiene necessario fare chiarezza, una volta per tutte, su ruoli, procedure e responsabilità che competono ai medici ospedalieri quando operano nel complesso contesto dell’emergenza migratoria. Una definizione precisa dei confini operativi è considerata indispensabile per garantire la serenità lavorativa del personale e tutelare la missione sanitaria stessa, in attesa che le indagini facciano il loro corso.