Si è conclusa con una condanna a sei mesi di reclusione l’udienza a carico di un giovane ravennate, finito alla sbarra per aver minacciato il personale della polizia penitenziaria. La sentenza è arrivata ieri al termine del giudizio abbreviato riguardante episodi avvenuti all’interno del carcere di Montacuto, ad Ancona.
Protagonista della vicenda è un 29enne originario della provincia di Ravenna ma residente nel capoluogo marchigiano. I fatti risalgono al 18 settembre 2024. Secondo la ricostruzione dell’accusa, il detenuto avrebbe assunto atteggiamenti prevaricatori e intimidatori nei confronti di due giovani agenti, pretendendo con fare da “boss” che la porta della sua cella rimanesse aperta contro le disposizioni di sicurezza.
Nell’episodio è coinvolto anche un secondo detenuto, un 58enne di nazionalità romena. Per quest’ultimo, difeso dall’avvocato Emanuela Bruno, l’iter giudiziario sarà diverso: non avendo richiesto riti alternativi, è stato rinviato a giudizio con rito ordinario. Il dibattimento si aprirà il prossimo 11 maggio. A suo carico pesano accuse gravi, legate a insulti e minacce di sfregio fisico rivolte agli operatori penitenziari qualora non avessero assecondato le richieste di apertura.
Il legale del 29enne romagnolo, l’avvocato Silvia Pennucci, ha assistito il giovane nella fase predibattimentale di ieri, che ha sancito la pena di mezzo anno di carcere per le intimidazioni volte a piegare il regolamento dell’istituto alle proprie volontà.










