Cronaca. Ravenna, processo per truffa: il leader del PdF porta 4mila euro in contanti per il risarcimento, il giudice rinvia per verificare l’autenticità delle banconote

Un epilogo insolito quello dell’udienza di ieri nel processo per truffa a carico di Mirko De Carli, segretario nazionale del Popolo della Famiglia. L’imputato ha tentato di saldare il suo debito portando in aula 4.000 euro in contanti, ma dopo due precedenti tentativi di risarcimento andati a vuoto, il giudice ha rinviato il procedimento per consentire la verifica sull’autenticità del denaro.

La decisione del giudice per l’udienza preliminare, Corrado Schiaretti, nasce da una serie di episodi precedenti. Non è la prima volta, infatti, che il politico 41enne cerca di risarcire la presunta vittima. In una prima occasione, aveva effettuato un bonifico bancario, salvo poi revocarlo il giorno successivo. In un secondo tentativo, aveva consegnato un assegno che si è poi rivelato essere stato oggetto di una denuncia per furto o smarrimento.

I fatti contestati risalgono al 2023. Inizialmente, a De Carli era stato notificato un decreto penale di condanna, ma il segretario del PdF, difeso dall’avvocato Giorgio Vantaggiato, si è opposto, scegliendo di affrontare il processo con rito abbreviato.

Ieri, di fronte al terzo tentativo di saldare il conto, questa volta con una somma in contanti recapitata tramite il proprio legale, il giudice ha preferito usare la massima cautela. Ha quindi disposto il rinvio dell’udienza al mese prossimo, proprio per dare il tempo necessario alla parte offesa di accertare che le banconote siano autentiche prima di procedere oltre.