Arriva uno stop significativo dalla magistratura contabile sull’ipotesi di blindare le concessioni balneari per trent’anni attraverso lo strumento della finanza di progetto. La Sezione regionale di controllo per l’Emilia-Romagna della Corte dei Conti, con la deliberazione n. 15/2026/PAR diffusa oggi, ha espresso seri rilievi sulla procedura avviata dal Comune di Riccione, mettendo in discussione la solidità giuridica e finanziaria dell’operazione.
Il nodo della prelazione e i rilievi europei
La vicenda era nata lo scorso 14 agosto 2025, quando un consorzio di operatori balneari aveva presentato una proposta spontanea per la gestione integrata e la realizzazione di opere sul litorale e nell’area del porto-canale. Il Comune aveva dato il via alla valutazione tecnica nell’ottobre successivo, proprio mentre la Commissione Europea formalizzava una procedura di infrazione contro l’Italia. Il cuore della contestazione riguarda il diritto di prelazione: il meccanismo che permette al promotore del progetto di pareggiare l’offerta migliore in sede di gara, subentrando nell’aggiudicazione. Secondo l’Europa, questa clausola violerebbe i principi della libera concorrenza.
Il parere della magistratura contabile
L’amministrazione comunale aveva interpellato la Corte dei Conti per capire se la prelazione potesse essere considerata uno strumento legittimo per ridurre il rischio di contenziosi e se fosse applicabile la normativa vigente al momento della presentazione del progetto. La risposta dei giudici contabili è stata improntata alla massima prudenza: la Corte ha ribadito che ogni decisione amministrativa deve ora scontrarsi con il quadro europeo, che considera la prelazione incompatibile con il mercato unico.
Responsabilità e scenari futuri
Sebbene la legge 1/2026 preveda una forma di protezione legale per gli amministratori che seguono gli orientamenti della Corte, i magistrati hanno sottolineato che ciò non esonera il Comune da una valutazione rigorosa. Il parere evidenzia come l’operazione, così come inizialmente concepita, appaia difficilmente conciliabile con il divieto di vantaggi selettivi. Per il Comune di Riccione si apre dunque una fase di incertezza: l’ambizione di consolidare le concessioni per i prossimi tre decenni tramite il project financing subisce un ridimensionamento che potrebbe avere ripercussioni su tutti i balneari della costa romagnola.












