Cronaca. Rimini, accusati di aver trasformato la casa in un market della droga: coniugi assolti dopo sei anni

Si chiude con un’assoluzione con formula piena la lunga odissea giudiziaria che ha coinvolto una coppia di riminesi, finiti alla sbarra con la pesante accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ieri il Tribunale monocratico di Rimini ha scagionato marito e moglie, entrambi ultrasessantenni, mettendo la parola fine a una vicenda iniziata nel 2020. Il giudice Francesco Pio Lasalvia ha stabilito che “il fatto non sussiste”, respingendo le richieste della Procura che aveva invocato per entrambi una condanna a 18 mesi di reclusione e 6mila euro di multa.

Le indagini e i sospetti
I riflettori degli inquirenti si erano accesi sull’abitazione dei coniugi sei anni fa. A insospettire le forze dell’ordine era stato un frequente viavai di persone dall’appartamento, elemento che, sommato ad alcuni precedenti della coppia legati al mondo degli stupefacenti, aveva fatto ipotizzare che la casa fosse stata adibita a centrale dello spaccio. Per fare luce sulla vicenda erano state disposte indagini approfondite, comprensive di intercettazioni telefoniche, appostamenti e perquisizioni domiciliari e personali. Attività che, tuttavia, non hanno mai portato al rinvenimento di prove concrete del traffico illecito.

La difesa e le condizioni di salute
Nel corso del dibattimento, la tesi difensiva sostenuta dall’avvocato Paolo Ghiselli ha trovato conferma nelle deposizioni dei testimoni. Le persone fermate mentre uscivano dall’abitazione hanno infatti negato l’acquisto di droga, spiegando di frequentare la casa per semplici rapporti di amicizia e per offrire aiuto alla signora, affetta da gravi problemi di salute.

Proprio le condizioni fisiche della donna sono state evidenti durante l’udienza di ieri mattina, alla quale l’imputata ha partecipato con l’ausilio di un macchinario per l’ossigenoterapia. Al termine della lettura della sentenza, i due coniugi hanno espresso grande sollievo, sottolineando come la decisione del giudice abbia posto termine a quello che hanno vissuto come un incubo durato oltre un lustro.