I risultati dell’esame autoptico hanno finalmente gettato luce sulla scomparsa di Paolo Morri, il noto legale riminese di 60 anni rinvenuto senza vita lo scorso 13 gennaio in una struttura alberghiera di Carpegna. Nonostante i timori iniziali legati a possibili complicazioni derivanti da un recente viaggio all’estero, l’accertamento medico-legale ha escluso cause sospette o violente, attribuendo la morte a una tromboembolia polmonare. Questa severa condizione clinica, caratterizzata dall’ostruzione di un’arteria polmonare da parte di un coagulo, ha provocato un arresto irreversibile del flusso sanguigno.
Nelle ore successive al ritrovamento, l’attenzione degli inquirenti si era concentrata su una presunta patologia tropicale. L’avvocato era infatti rientrato da poco da un soggiorno a Cuba, durante il quale, secondo quanto lui stesso aveva riferito a diversi amici, avrebbe contratto il virus della Dengue. Morri aveva descritto ai conoscenti sintomi debilitanti come intensi dolori articolari e muscolari, spiegando di essere stato anche ricoverato in un ospedale dell’isola caraibica. La preoccupazione era alimentata dal suo quadro clinico generale, segnato da una pregressa battaglia contro una patologia oncologica e da due trapianti di midollo osseo, fattori che lo rendevano un soggetto particolarmente fragile.
Tuttavia, le attuali risultanze autoptiche non evidenziano una connessione diretta tra il passato oncologico, l’eventuale infezione tropicale e l’evento fatale. Per dissipare ogni residuo dubbio e confermare l’assenza di correlazioni con malattie contratte ai Caraibi, verranno comunque eseguiti ulteriori approfondimenti specialistici presso i laboratori di Ancona. Nel frattempo, la comunità di Rimini si prepara all’ultimo saluto: le esequie del professionista sono state programmate per domani, venerdì 23 gennaio, alle ore 15:00 presso la Chiesa del Crocifisso.












