Cronaca. Rimini, blitz contro il lavoro nero: imprese sospese e maxi sanzioni

Un’ampia operazione di contrasto all’irregolarità lavorativa ha portato alla sospensione di tre attività ricettive nella provincia riminese e all’emissione di sanzioni complessive superiori ai 220mila euro. I controlli sono stati condotti dai militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri di Rimini, impegnati in un ciclo intensificato di verifiche nei settori del commercio e della somministrazione.

Le ispezioni effettuate nell’ultimo periodo hanno passato al setaccio sette imprese del territorio provinciale, riscontrando irregolarità in ciascuna di esse. Il quadro più grave è emerso all’interno di tre strutture ricettive, dove gli investigatori hanno accertato la presenza di altrettanti lavoratori completamente privi di contratto, impiegati senza alcuna forma di tutela previdenziale o assicurativa.

Le violazioni riscontrate, tuttavia, si estendono ben oltre il semplice impiego di manodopera irregolare. Durante i sopralluoghi, i militari hanno documentato condizioni operative gravemente carenti sul piano della sicurezza e dell’igiene. All’interno dei locali ispezionati sono stati rinvenuti impianti elettrici con cavi scoperti e privi delle necessarie protezioni, ambienti di lavoro in evidente stato di degrado con postazioni operative fatiscenti e cassette di primo soccorso contenenti presidi medici con data di scadenza superata.

L’elenco delle inadempienze comprende inoltre la totale assenza di piani di prevenzione incendi e di procedure di evacuazione, la mancata nomina dei medici competenti preposti alla verifica dell’idoneità fisica dei dipendenti rispetto alle mansioni assegnate e l’omessa formazione obbligatoria del personale sui rischi specifici connessi alle attività svolte.

Per le tre imprese giudicate maggiormente fuori norma è scattato il provvedimento di sospensione temporanea dell’attività, mentre il pacchetto complessivo di ammende e sanzioni amministrative contestate alle sette aziende controllate ha superato la soglia dei 220mila euro.