La regolarità di dodici rilevatori di velocità installati sulle strade della provincia di Rimini finisce al centro di un’offensiva legale promossa nella giornata odierna dall’associazione nazionale Altvelox. Il sodalizio a tutela degli automobilisti ha infatti inoltrato una formale diffida agli uffici prefettizi, domandando il blocco cautelare del decreto che autorizza il funzionamento degli apparecchi per presunta mancanza di trasparenza sui requisiti di sicurezza.
Il provvedimento contestato
L’atto finito sotto la lente di ingrandimento è il decreto numero 38 del 2025, che ha dato il via libera all’accensione degli occhi elettronici fissi in sei comuni del territorio, ovvero il capoluogo, Riccione, Misano Adriatico, Cattolica, Coriano e San Giovanni in Marignano. L’obiettivo degli strumenti è sanzionare a distanza chi supera i limiti imposti dal codice stradale.
Le motivazioni dell’istanza
I portavoce dell’associazione hanno evidenziato come le autorizzazioni necessitino di una revisione profonda per allinearsi alle direttive ministeriali varate l’undici aprile dello scorso anno. I rappresentanti di Altvelox hanno spiegato che l’installazione di tali dispositivi deve essere tassativamente supportata da indagini documentate sull’incidentalità dell’ultimo quinquennio e sulla reale impossibilità per le pattuglie di fermare i trasgressori sul momento, dati analitici che attualmente non risulterebbero consultabili.
La richiesta di disattivazione
Oltre alla sospensione formale del documento e alla revisione dell’intero iter, il gruppo ha preteso che vengano fornite direttive chiare agli enti proprietari delle arterie stradali e alle polizie locali affinché spengano o smantellino le postazioni ritenute irregolari. I promotori dell’iniziativa hanno inoltrato anche una richiesta di accesso agli atti tecnici, concedendo dieci giorni di tempo alla Prefettura per fornire una risposta scritta, scaduti i quali si dicono pronti a valutare nuove azioni legali.











