Le motivazioni depositate ieri dal Tribunale del Riesame di Bologna blindano la custodia cautelare per il trentaseienne senegalese, attualmente l’unico imputato per l’assassinio di Pierina Paganelli, fano luce sui motivi che hanno indotto i giudici a ritenere solida e pienamente credibile la testimonianza di Manuela Bianchi, nuora della vittima ed ex amante dell’indagato, considerandola un elemento cruciale per il mantenimento della misura restrittiva in carcere per Luis Dassilva.
Secondo i magistrati bolognesi, che lo scorso 30 gennaio si erano già pronunciati per la permanenza in cella dell’uomo, la donna non aveva alcun motivo per dichiarare il falso. Nel corso di un lungo incidente probatorio, la parente dell’anziana aveva infatti ammesso di essersi imbattuta nel cittadino straniero nei pressi dei garage di via del Ciclamino proprio la mattina del ritrovamento del corpo.
Il collegio giudicante ha respinto nettamente la tesi degli avvocati difensori, i quali sostenevano che le dichiarazioni della donna fossero dettate da un tornaconto personale. Le carte processuali evidenziano invece come il cambio di versione sia scaturito semplicemente dalla fine del coinvolgimento sentimentale. Venuto meno l’attaccamento emotivo, si è esaurita anche la spinta che inizialmente aveva portato la nuora ad aiutare l’imputato nel tentativo di eludere le attenzioni degli investigatori, comportamento che le è costato un’indagine per favoreggiamento.
Il quadro accusatorio tracciato dal pubblico ministero Daniele Paci ipotizza che il trentaseienne abbia aggredito la pensionata settantottenne nel sottoscala condominiale il 3 ottobre del 2023, colpendola con ventinove fendenti, per poi avvisare la compagna clandestina della presenza del cadavere tra le porte tagliafuoco il mattino successivo.
A rafforzare ulteriormente la posizione dell’accusa c’è anche la valutazione sulle voci emerse poco prima dell’udienza. I giudici hanno infatti etichettato come del tutto prive di fondamento le dichiarazioni di una conoscente della nuora. Quest’ultima aveva riferito che l’ex amante dell’indagato le avrebbe confidato a bassa voce di aver reso una confessione falsa in tribunale solo perché costretta dalle pressioni investigative, un’eventualità che il Riesame ha scartato in maniera categorica.












