Cronaca. Rimini, fece sparire la contabilità della società fallita: condannato a 3 anni e 4 mesi per bancarotta fraudolenta

Un imprenditore riminese è stato condannato oggi a tre anni e quattro mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta documentale. La sentenza è arrivata al termine dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Rimini, in relazione al fallimento di una società immobiliare dichiarato nel 2020.

Secondo l’accusa, l’imputato, in qualità di legale rappresentante della società, avrebbe sottratto l’intera documentazione contabile obbligatoria, rendendo impossibile ricostruire la reale situazione economica dell’azienda e provocando un danno ai creditori. Le indagini hanno accertato che libri e scritture contabili erano stati affidati a uno studio professionale, per poi risultare irreperibili.

Il giudice ha ritenuto che la sparizione dei documenti fosse intenzionale e finalizzata a ottenere un vantaggio personale. A pesare sulla decisione anche la recidiva dell’imputato per reati della stessa natura, circostanza che ha aggravato la valutazione complessiva del caso.

La società fallita, rappresentata dal curatore, si era costituita parte offesa nel procedimento. Il giudice ha accolto integralmente l’impostazione dell’accusa, riconoscendo la responsabilità penale dell’imprenditore.